SCUOLA:FILIERA LIBRO E CARTA CONTRO DECRETO ‘ONLINE’ PROFUMO

NON C’E’ RISPARMIO, COSTI INNOVAZIONE SU IMPRESE E FAMIGLIE

(ANSA) – ROMA, 3 APR – Filiera del libro e della carta contro il decreto Profumo che stabilisce l’addio ai testi scolastici tradizionali. In una nota, l’Associazione italiana editori (Aie), la Federazione della Filiera della Carta e della Grafica, l’Associazione librai italiani (Ali), l’Associazione nazionale agenti rappresentanti e promotori editoriali (Anarpe), componenti tutti della filiera del libro, “mentre ribadiscono la volontà , già  ampiamente dimostrata, di favorire l’innovazione tecnologica nell’ambito scolastico, riaffermano congiuntamente la loro totale contrarietà  al decreto ministeriale dedicato alle scelte dei libri scolastici, firmato nei giorni scorsi dall’uscente ministro dell’istruzione, Francesco Profumo”. Il decreto, secondo i componenti della filiera, “oltre a non tenere conto delle indicazioni del Parlamento, volte ad assicurare equilibrio, misura e gradualità , e a non limitare l’autonomia delle scuole e il principio costituzionale della libertà  di insegnamento, non considera in alcun modo l’insufficienza infrastrutturale delle scuole (banda larga, wi-fi, dotazioni tecnologiche)”. Inoltre, proseguono, le “disposizioni firmate da Profumo non prevedono (come succede normalmente negli altri paesi che analogamente affrontano il tema della digitalizzazione nelle scuole) investimenti pubblici. Al contrario, riversano sulle imprese e sulle famiglie l’onere per l’innovazione scolastica, prevedendo, addirittura, che queste ultime versino alle scuole quanto eventualmente risparmiato o lo destinino per l’acquisto di tablet o pc”. Infine, “sollecitando genitori e alunni ad acquistare prodotti di aziende straniere, non europee, a danno di imprese italiane, il decreto rischia seriamente, in un contesto generale di profonda crisi economica, di mettere ulteriormente in difficoltà  le aziende e gli occupati dell’intera filiera del libro e della carta, già  pesantemente condizionata da restrittive norme specifiche, senza peraltro assicurare alcun vantaggio in termini di risultati didattici attesi e, soprattutto, di tutela dei bilanci familiari certamente sottoposti a nuovi e maggiori costi derivanti da un non avveduto e graduale passaggio al digitale”. La filiera del libro e della carta, al “contrario, riafferma il valore pedagogico e la centralità  del libro a stampa, che dovrebbe quindi rimanere irrinunciabile. A oggi infatti non è dimostrato da nessuna parte che l’impatto sempre più pervasivo degli strumenti elettronici sui ragazzi non sia nocivo per la salute, senza contare che la memorizzazione e la comprensione sono meno sollecitati dai supporti elettronici”. (ANSA).

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on Google+

Articoli correlati

La Regione Lazio presenta le azioni per l’editoria. Zingaretti: obiettivo ridare dignità al settore, sostenendolo

Priorità nel continuare a promuovere la lettura di libri, dice Pietro Grasso al convegno Il libro digitale

Pearson taglia 4 mila posti di lavoro. Annunciato il piano di ristrutturazione da mezzo miliardo di dollari