Rcs: patto verso la svolta, serve ricambio strutturale

MILANO (MF-DJ)–Se giorno dopo giorno si sta trovando una sempre maggior convergenza d’interessi attorno al doppio aumento di capitale – i grandi soci quali Mediobanca, Fiat, Intesa e Pirelli sono pronti a sottoscrivere – non e’ da escludere che al momento dell’assemblea, in agenda tra 16 e il 24 maggio, ci sia il redde rationem.
Infatti, scrive MF, il vero problema di Rcs e’ che da anni, o meglio dalla stagione del commissariamento, manca un azionista di riferimento. Un pivot che possa assumersi la responsabilita’ diretta della gestione. Un soggetto che conosca la materia. Insomma, per dirla alla Ben Ammar, “un editore puro”. à” per questa ragione, cui si aggiunge il fatto che lo stesso Jovane non ha esperienze precedenti nel business editoriale, che da piu’ parti si dice sia giunto il momento di “cambiare passo”, di “modificare lo status quo”.
Adesso questo mantra sembra stia facendo breccia all’interno del patto che controlla il 58% (a cui va aggiunto un altro 2% non sindacato). Uno zoccolo duro di azionisti chiamato nei prossimi mesi un’operazione di rafforzamento patrimoniale di almeno 600 mln per sanare i conti del gruppo di via Rizzoli e per garantire la liquidita’ necessaria a sostenere gli investimenti del piano triennale elaborato dall’a.d. Pietro Scott Jovane.

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