CINA:VENDEVA OPERE VIETATE,APPLE CHIUDE LIBRERIA ONLINE

LA DECISIONE ARRIVA POCHI GIORNI DOPO LE SCUSE DI COOK AI CINESI

(di Beniamino Natale) (ANSA) – PECHINO, 4 APR – Apple innesta di nuovo la retromarcia in Cina, almeno secondo fonti dell’industria informatica cinese. L’esperto di software Hao Peiqiang ha raccontato infatti al quotidiano britannico Financial Times che il colosso di Cupertino avrebbe bloccato una delle sue librerie online per compiacere il governo di Pechino. Secondo Hao – noto per aver partecipato alla creazione di un popolare software chiamato ‘jingdian shucheng’, molto usato per acquistare libri dagli internauti cinesi – la ragione sarebbe che l’applicazione rendeva possibile l’acquisto dei libri dello scrittore dissidente Wang Lixiong. Wang, sposato con la poetessa tibetana Woeser, è autore di tre libri molto popolari in Cina – dove sono vietati ma sono reperibili sul mercato nero – fortemente critici verso il governo, in particolare della sua politica nel Tibet. “Credo che si tratti di una decisione presa per ragioni politiche, non per problemi di proprietà  intellettuale”, ha commentato lo stesso Wang. La decisione della Apple arriva pochi giorni dopo che Tim Cook, il numero uno dell’azienda americana, si è pubblicamente scusato con i cinesi per l’ “arroganza” mostrata dalla sua azienda nel concedere ai suoi clienti cinesi garanzie sui suoi prodotti solo di un anno, invece che di due, come fa negli Usa e in Europa. La Cina è per il gigante californiano un mercato importantissimo, dove i suoi prodotti – gli iPhone, gli iPad e gli iPod – sono diventati una sorta di ‘status symbol’ per la crescente middle class urbana. Nelle ultime settimane, molti giornali cinesi, tra cui l’organo del Partito Comunista Cinese, il Quotidiano del Popolo, avevano criticato la Apple, accusandola di “disprezzare” i suoi clienti cinesi. “Alcuni amici mi hanno detto che la Apple ha un suo sistema di censura da almeno due anni, quindi non posso essere sicuro che la rimozione dell’applicazione abbia qualcosa a che fare con i recenti problemi incontrati da Apple (in Cina)”, ha affermato Hao. Secondo alcuni osservatori il fuoco di fila contro la Apple – dopo che già  il motore di ricerca Google ha avuto due anni fa seri problemi, solo parzialmente risolti, con le autorità  – è una manifestazione della crescita delle preoccupazioni del partito unico per il crescente potere di internet, frequentato in Cina da oltre 500 milioni di persone. “Era una cosa che mi aspettavo – ha dichiarato Jeremy Goldkorn, direttore del sito web ‘Danwei’ che si occupa di cultura e media in Cina -. Sulle librerie online c’ è una grande quantità  di materiale che non è approvato direttamente dal governo cinese”.(ANSA).

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