Rcs: a rischio il consorzio sull’aumento

ROMA (MF-DJ)–L’operazione di aumento di capitale di Rcs si complica. Lo scrive Il Sole 24 ore spiegando che non e’ piu’ cosi’ certa la formazione del consorzio di garanzia con i nomi ipotizzati inizialmente che avrebbe visto sulla plancia di comando quattro istituti – Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Unicredit e Ubi – a vario titolo gia’ esposti verso il gruppo editoriale. Le banche, prosegue il giornale, avrebbero posto come condizione l’adesione all’operazione – 400 mln la prima tranche entro luglio – dell’80% del capitale, considerato che il flottante e’ ridotto ai minimi termini e che quindi gli interlocutori per valutare il rischio da assumere con la garanzia “hanno tutti nomi e i cognomi”. Richieste legittime dal punto di vista delle banche che pero’, prosegue il quotidiano, avrebbero irritato in particolare il primo azionista di Rcs, Giuseppe Rotelli che – pur fuori dal patto – e’ titolare del 16,5% dei diritti di voto e che al momento non avrebbe ancora sciolto la riserva se partecipare o meno alla sottoscrizione. Con cio’ – considerato che l’attuale patto di sindacato detentore dei due terzi del capitale non ha ancora trovato una posizione univoca – sulla carta al momento l’80% delle adesioni non c’e’. Per questo, conclude il quotidiano, sara’ cruciale l’esito della riunione del patto di sindacato, confermata per lunedi’ prossimo, nella quale gli azionisti di cercheranno di trovare la quadra. Dietro le quinte si dice che si stia muovendo il presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli, per cercare di ricomporre le fila. Ma al momento le posizioni sembrano molto variegate, tanto che ci sarebbe chi e’ propenso addirittura a considerare l’ipotesi di un concordato e chi ventila l’eventualita’ di votare contro l’approvazione del bilancio.

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