Russia/ Putin vieta per legge le parolacce in tv e online

Firma norma per l’uso di linguaggio volgare nei media
Mosca, 8 apr. (TMNews) – Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato una legge che stabilisce sanzioni per l’uso di espressioni scurrili nei media. In precedenza la Duma di Stato, Camera Bassa del Parlamento, ha adottato la legge, approvata anche dal Senato, ossia il Consiglio della Federazione. La norma si applica a tutti i tipi di mezzi di comunicazione, comprese le pubblicazioni online. Il vice presidente della Duma di Stato, Sergey Zheleznyak, uno dei promotori del disegno di legge, ha spiegato la necessità  di proteggere i bambini dall’influenza nociva dei mezzi di comunicazione. Ma all’orgine dell’iniziativa c’è l’utilizzo pubblico del turpiloquio su un blog contro l’elite politica. Il disegno di legge è stato presentato alla Duma di Stato nel mese di ottobre 2012 da un gruppo di deputati del partito di governo Russia Unita. La norma per l’uso di un linguaggio volgare nei mezzi di comunicazione prevede ammende equivalenti a 63-95 dollari per i normali cittadini e sommme superiori per i funzionari e le persone giuridiche. Ma il testo è abbastanza fumoso: non esiste infatti neppure una lista di parole vietate. A determinare ciò che è considerato osceno, dovrebbero essere linguisti ed esperti di costume. In reatà  nel codice penale c’era già  un articolo “teppismo meno grave” che riguarda l’uso delle parolacce in pubblico. Prevede una multa o qualche giorno di carcere, a scelta dei poliziotti. E comunque il russo ha un rapporto molto particolare con le parolacce, che non appartengono alla lingua comune, ma a una parallela: il mat. A differenza dall’italiano la lingua russa non riconosce parole volgari poichè ai tempi del paganesimo il turpiloquio veniva usato per rivolgersi ai numi, agli spiriti della natura: questi pare non capissero altre lingue. La chiesa cristiana ha sempre lottato contro quest’usanza, considerandola un peccato. E così queste parole in russo sono oggetto di un tabù molto più profondo e rigoroso, rispetto al lessico simile nelle altre lingue.

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