TV: SISTEMA MEDIA IN CALO, SOFFRE PAY, SALGONO TEMATICI

BROADCASTER CHIEDONO TUTELA COPYRIGHT, AGCOM ANNUNCIA MISURE

(di Michele Cassano) (ANSA) – ROMA, 9 APR – Il mercato televisivo cambia molto velocemente. La distinzione tra pay e free, che ha caratterizzato gli ultimi 20 anni, appare ormai insufficiente a descrivere l’insieme degli operatori presenti sulla scena e tra cinque anni il quadro, grazie alle tv connesse a internet che si stanno diffondendo, sarà  probabilmente molto diverso dall’attuale. Lo streaming, che ha già  rivoluzionato l’offerta musicale, appare destinato ad incidere profondamente anche su quella dei video. La fotografia è stata tracciata in un incontro presso la sede Antitrust, nel corso del quale è stato presentato il libro ‘Televisioni e mercati rilevanti’ di Augusto Preta. Con l’avvento del digitale terrestre – ha spiegato lo stesso autore -, i canali generalisti hanno perso spettatori ed ora un quarto della platea si indirizza verso canali tematici. Dal 2009 l’offerta a pagamento ha cominciato a registrare segnali di contrazione: gli abbonamenti di Sky, complice anche la crisi, hanno cominciato a scendere, con tassi d’abbandono raddoppiati dalla diffusione del digitale, mentre il mercato pay di Mediaset ha iniziato a soffrire in particolare per i prezzi molto elevati per i diritti del calcio. Nel periodo gli ascolti complessivi della tv sono rimasti stabili e chi ha lasciato Sky si è indirizzato prevalentemente sui canali tematici. Su questi temi è intervenuto il presidente Agcom, Angelo Cardani, che ha diffuso gli ultimi dati rilevati dall’autorità  sul sistema dei media. Il valore del Sistema Integrato delle Comunicazioni ha superato nel 2011 i 20 miliardi di euro, rispetto ai 21 miliardi circa raggiunti nel 2010 (-3,7%). L’area radiotelevisiva rappresenta il 47,8% (circa 9,7 miliardi di euro), mentre la stampa il 30,7% (circa 6,2 miliardi), in continuo calo. Internet, unico settore in crescita, ha raggiunto il 4,2% (846 milioni), mentre il cinema il 5,3% (1 miliardo). Dagli operatori è arrivata la richiesta di nuove regole per il settore. “Noi broadcaster non possiamo rimanere gli unici media regolamentati – ha detto Gina Nieri, consigliere Mediaset – L’Antitrust ragiona in termini più ampi, mentre l’Agcom sul pluralismo non prende in considerazione realtà  internazionali come Google, che agiscono in piena libertà “. Secondo l’amministratore delegato di Sky Italia, Andrea Zappia, “bisogna mettersi alle spalle il mercato pay e free, il mercato é unico e bisogna includere i nuovi operatori”. Zappia ha quindi puntato il dito contro la pirateria, chiedendo di “tutelare il contenuto con le unghie e con i denti”. Una sollecitazione alla quale Cardani ha risposto annunciando entro l’estate misure per la tutela del copyright sul web, dopo l’archiviazione del regolamento messo a punto dal precedente Consiglio dell’Autorità , in attesa di un intervento legislativo. “Il Parlamento precedente non ha voluto occuparsene, quello attuale sembra che non riesca a capire cosa vuole fare e i tecnici faranno quello che devono fare – ha spiegato Cardani -. Tuteleremo pluralismo e diritto di accesso, e non avremo dubbi, né esitazioni”. (ANSA).

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