TELECOM: HUTCHISON VUOLE CONTROLLO; VERSO SCORPORO RETE

DOSSIER AD ESAME COMITATO RISTRETTO, 15 GIORNI PER VERIFICHE

(ANSA) – MILANO, 11 APR – Telecom procede coi piedi di piombo lungo la ‘pista cinese’ mentre Hutchison Whampoa cerca di imporsi e mette come condizione all’integrazione di 3 Italia di ottenere il controllo del gruppo italiano. Il dossier resta aperto ma il mandato che ha ricevuto il presidente esecutivo Franco Bernabé non è quello di avviare una trattativa diretta bensì effettuare in tempi brevi, 15 giorni, una sorta di due diligence affiancato da un comitato ristretto, in cui spiccano i rappresentanti dei principali soci di Telco, Generali e Telefonica. Hutchison Whampoa ha fatto la sua proposta, mette sul piatto 3 Italia, disponibile a un conferimento o a una fusione per incorporazione, ma vuole anche acquistare un’ulteriore quota per arrivare al termine dell’operazione a prendere il posto di Telco, la holding che controlla il 22,4% di Telecom, diventando così il nuovo azionista di riferimento. Questa è la condizione posta dal gruppo di Hong Kong acoclta con freddezza in cda. Prima di prendere una decisione e dare il loro via libera a iniziare una trattativa i consiglieri vogliono sapere quanto vale davvero 3 Italia. Il gruppo guidato da Vincenzo Novari ha chiuso il 2012 con ricavi in aumento del 10% a 1,9 miliardi, una base clienti è aumentata del 4% attestandosi a 9,53 milioni, l’Ebitda ha raggiunto quota 264 milioni di euro (+3%) mentre l’Ebit si è attestato a 0,5 milioni di euro. Sarà  un comitato ristretto, presieduto da Bernabé, affiancato dai rappresentanti dei due principali soci Gabriele Galateri di Genola e Julio Linares, dal Lead Independent director Luigi Zingales e dal presidente del comitato rischi Elio Catania, a verificare “l’interesse della società  alla prosecuzione del percorso”. Telco e i suoi soci (Telefonica al 46,18%, Generali al 30,58% Intesa Sanpaolo e Mediobanca all’11,62%) appaiono freddi davanti all’operazione e per nulla intenzionati a svendere. Telefonica ha già  ribadito che il suo investimento in Telco “é di natura industriale e non finanziaria, e di lunga durata”, peraltro la sua quota è legata da un patto agli altri soci della holding rinnovato anticipatamente l’anno scorso per altri 3 anni fino a fine febbraio 2015 che prevede un suo diritto di prelazione in caso di vendita da parte degli altri soci. Anche il secondo azionista Marco Fossati, che di Telecom detiene il 5%, è scettivo. “Circolano multipli irrealistici” e “non la ritengo un’operazione strategica, è un’operazione ‘tattica’ sul mercato domestico della telefonia mobile” ha recentemente dichiarato il numero uno di Findim. Il cda, nella lunga riunione durata circa 6 ore, ha anche fatto il punto sul progetto di separazione della Rete. Il nodo della valutazione della Rete non sarebbe ancora stato sciolto e in attesa che sia data un’effettiva valutazione all’asset il cda ha dato mandato a Bernabé di definire il percorso operativo di fattibilità  per la separazione. Intanto in Borsa, dopo una fiammata che ha portato il titolo a guadagnare il 3%, la seduta si è chiusa con un rialzo dell’1,74% a 0,61 euro.(ANSA).

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