Google/ Presenta concessioni a Ue, ma guai giudiziari continuano

Un’altra causa per concorrenza sleale in Gran Bretagna
New York, 11 apr. (TMNews) – Google ha presentato un pacchetto di concessioni alla Commissione europea per cercare di porre fine a un’inchiesta dell’Antitrust in corso da due anni senza multe. Il più grande motore di ricerca al mondo, infatti, da tempo è nel mirino dei funzionari di Bruxelles: nei risultati di ricerca favorirebbe i suoi servizi, escludendo quelli dei diretti concorrenti. Già  alla fine di gennaio, come riporta il New York Times, il colosso di Mountain View (California) aveva presentato una serie di proposte dopo le continue lamentele dei suoi rivali, Microsoft in prima linea. Tra le concessioni presentate anche la possibilità  di porre in fianco a ogni ricerca il marchio di Google per far identificare i suoi servizi. “Nelle ultime settimane, la Commissione ha completato le valutazioni preliminari esponendo formalmente le sue perplessità . Google ha poi presentato formalmente una serie di impegni”, ha spiegato Antoine Colombani, portavoce della Commissione sulle politiche per la concorrenza. A questo punto sarà  avviato un test di mercato per avere il parere di tutti i protagonisti del settore, tra cui anche le aziende che si sono lamentate. Il gruppo di concorrenti, tra i quali Expedia e TripAdvisor, chiedono di stabilire subito misure restrittive contro il gruppo, lamentandosi per la lentezza della Commissione europea. Al vaglio della Commissione è la famosa ricerca verticale, che tecnicamente dovrebbe fornire risultati ampi, ma che in realtà  tende a far prevalere quelli riguardanti servizi forniti dal gruppo americano. In particolare, secondo i funzionari di Bruxelles, Google – che in Europa controlla più dell’80% del mercato dei motori di ricerca – darebbe la precedenza ai suoi servizi riguardanti mappe, finanza e meteo. Ma i problemi di concorrenza sleale per il gruppo californiano sembrano non finire: il mese scorso Streetmap, un provider di mappe sul web, ha depositato una causa al tribunale di Londra: sostiene che il Google “manipoli in modo cinico i risultati delle ricerche”, rendendo quasi impossibile trovare i servizi offerti dal piccolo gruppo inglese. E ancora, la scorsa settimana alcuni rivali avevano criticato Android, il sistema operativo per dispositivi mobile. Il problema? Anche in questo caso darebbe la precedenza ai prodotti di Google.

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