Telecom/ Asati: Hutchinson provocazione ma Telco dica cosa farà 

Riteniamo che la soluzione migliore sia l’ingresso della Cdp
Milano, 12 apr. (TMNews) – La proposta messa sul piatto dal colosso cinese Hutchinson Whampoa di condizione la fusione di 3 Italia al diventare azionista di riferimento di Telecom Italia senza passare da un’Opa è solo una provocazione ma serve almeno a far uscire allo scoperto i soci Telco e conoscere le loro vere intenzioni sul futuro del gruppo. Lo afferma una nota di Asati, l’associazione che raccoglie i piccoli azionisti Telecom. “Riteniamo che l’iniziativa intrapresa per un eventuale accordo con l’azionista Hutchison Whampoa sia da considerarsi positiva solo per aver rimesso al centro della attuale crisi grave in cui versa la società ,il tema della governance e la definitiva posizione dell’azionista di controllo e quindi far uscire allo scoperto le vere intenzioni degli stessi soci Telco – si legge – Il fatto della notizia di un potenziale nuovo azionista che pone la condizione di diventare di riferimento attraverso operazioni senza lanciare un Opa è da considerarsi utile allo scopo perchè riaccende il dibattito per il futuro ma è solo una provocazione”. “Le banche vogliono uscire? Si o no? E se no, vogliono ricapitalizzare Telecom? – si chiede Asati – Telefonica dopo tutti i problemi che ha causato a Telecom arrecando tra l’altro sinergie insignificanti come partner industriale, vuole ancora rimanere e opporsi a qualsiasi accordo o vuole anche lei uscire?Vuole mettere risorse finanziarie o no?”. “Che dicano gli azionisti di Telco una volta per tutte cosa vogliono fare, cioè giochino a carte scoperte, il loro futuro è arrivato al capolinea, ognuno si assuma le sue responsabilità “, prosegue Asati, la quale continua a ritenere che la soluzione migliore sia l’ingresso della Cdp in Telecom.

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