Cinema/ Meno 10% di spettatori nel 2012, ancora in calo nel 2013

Anica: Serve rinnovo tax credit e pagamento contributi arretrati

Roma, 16 apr. (TMNews) – La crisi economica colpisce anche il cinema italiano: secondo i dati presentati questa mattina al Mibac dalla Direzione generale per il Cinema del Ministero e dai produttori dell’Anica, nel 2012 gli spettatori nelle sale sono stati il 10% in meno rispetto al 2011, e c’è stato un ulteriore decremento del 5% nel primo trimestre del 2013 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nel 2012 le presenze in sala sono state di 91.310.793, e gli incassi lo scorso anno sono scesi da 661.679.888 del 2011 a 608.954.249. I film italiani prodotti nel 2012 sono stati 166, 11 in meno dell’anno precedente, per un costo di 493 milioni di euro, ma sono aumentate le coproduzioni. L’investimento statale diretto nella produzione dei film è stato di circa 20 milioni di euro, in diminuzione per i tagli al Fus, mentre da investitori esterni che non fanno parte dell’industria del cinema sono arrivati 50 milioni, grazie anche al meccanismo del credito di imposta.”L’anno passato ce l’abbiamo fatta vivendo sull’orlo del precipizio, quest’anno se ci tolgono anche poco nel precipizio ci cadremo” ha affermato il presidente della sezione produttori dell’Anica Angelo Barbagallo in riferimento ai finanziamenti del Mibac, visto che la dotazione Fus per il cinema scende nel 2013 a 72 milioni di euro contro i 76 del 2012, di cui solo 25 vanno effettivamente alla produzione dei film. Il tax credit esterno oggi è diventato un elemento fondamentale per finanziare il nostro cinema, e per questo sia il direttore generale per il Cinema del Mibac Nicola Borrelli che i produttori dell’Anica chiedono “un immediato rinnovo della legge sul tax credit per il 2014”. Il presidente dell’Anica Riccardo Tozzi ha sollecitato alcuni interventi immediati al governo in carica, per evitare che la situazione del nostro cinema precipiti: “Oltre al rinnovo del tax credit, chiediamo che venga inserito nel provvedimento per pagare i debiti della pubblica amministrazione anche il pagamento dei contributi arretrati sugli incassi che lo Stato deve alle imprese del cinema, e uno stanziamento di 5 milioni per digitalizzare anche le piccole sale”. Per il Presidente dell’Anica Riccardo Tozzi l’intervento pubblico per sostenere il cinema italiano sembra sempre più necessario, anche perché sono fortemente diminuiti i prezzi pagati dalla tv per i film: “Un finanziamento pubblico così basso non permette di fare più cinema d’autore e opere prime che abbiano la forza di sfondare” ha detto Tozzi. Per il Presidente dell’Anica proprio nel rapporto con la tv sono da ritrovare alcune risposte alla crisi del cinema italiano: “C’è stata negli ultimi due anni una forte diminuzione degli investimenti da parte di Mediaset e Medusa, che ha portato a una forte pressione sulla Rai, che ha abbassato l’investimento medio sui film e ha incrementato progetti molto commerciali, indebolendo il cinema d’autore”. Il problema del rapporto cinema-tv riguarda anche la diffusione del nostro cinema: “La tv italiana è quella che trasmette meno film in Europa. – ha ricordato Tozzi – Nel 2012 su RaiUno in prima serata sono passati solo 5 film italiani, e solo 2 su RaiDue. Questo è un dato grave: non essendo valorizzati dalla tv generalista i film continuano a perdere valore, verranno pagati sempre meno, e poi il fatto che attori, storie e registi non vengano conosciuti dal grande pubblico tv è un grave danno per il nostro cinema”. Un problema enorme per il cinema italiano è ovviamente quello della pirateria, per cui Tozzi ha chiesto: “Una repressione per le utilizzazioni illegali dei film da bilanciare con un’offerta legale”. Il produttore Luigi De Laurentiis ha lanciato una provocazione a proposito: “Facciamo una class action contro lo Stato, perché ci restituisca i 2 miliardi e mezzo che perdiamo ogni anno a causa della pirateria”.

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