CINEMA: ITALIAN FILM COMMISSION, NO A TAGLI BUDGET EUROPEI

(AGI) – Bari, 16 apr. – L’Italian Film Commission, associazione nazionale che rappresenta le piu’ importanti film commission italiane, esprime viva preoccupazione per la proposta di riduzione del budget da 1.8 a 1.3 miliardi di “Europa Creativa”, il nuovo programma europeo per la promozione della creativita’ e della cultura sugli anni 2014-2020. “L’Italia Film Commission – afferma il Presidente Silvio Maselli in sintonia con i vicepresidenti Davide Bracco e Anna Olivucci – e’ decisamente preoccupata e meravigliata di questa proposta: se la riduzione di quasi un terzo del budget fosse confermata, sarebbe un pessimo segnale. In una fase di crisi non solo economica, ma anche di appartenenza e d’identita’, la cultura e la creativita’ rappresentano il volano determinante per la costruzione della civilta’ e del futuro dell’Europa unita”. L’Associazione nazionale Italian Film Commissions chiede, quindi, al Governo italiano, alle istituzioni del cinema, le associazioni, gli operatori, gli artisti audiovisivi e la politica di mobilitarsi, affinche’ questa proposta non venga attuata: “Sarebbe insensato – prosegue Maselli – pensare al futuro dell’Europa senza sostegno alla cultura e all’industria dell’audiovisivo che rappresentano una risorsa significativa per lo sviluppo e per l’occupazione. Senza sostegno pubblico il cinema diventa puro intrattenimento e l’arte cinematografica, inesorabilmente, muore”. L’Italia Film Commission condivide e sottoscrive gli appelli promossi dal network europeo “We are more – Act for Culture in Europe” che rappresenta piu’ di 100 organizzazioni e artisti in Europa, nonche’ dal Forum Cultura di Eurocity. “E’ indispensabile – conclude la IFC – che le istituzioni culturali e tutto il settore europeo dell’audiovisivo e della creativita’ facciano pressione affinche’ la Commissione europea mantenga almeno il budget previsto per la nuova programmazione”. Un deciso e importante segnale arriva anche dal mondo del cinema europeo: una petizione firmata dai maggiori filmmaker europei, che chiedono ai capi di Stato di pronunciarsi a favore dell’esclusione del settore del cinema e dell’audiovisivo dai negoziati commerciali tra Europa e Stati Uniti. Tra i primi firmatari, oltre agli italiani Paolo Sorrentino, Marco Bellocchio e Emanuele Crialese, nomi illustri della cinematografica europea come lo spagnolo Pedro Almodovar, l’inglese Ken Loach e il francese Bertrand Tavernier.

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