QUIRINALE: GABANELLI, LA REPORTER SCELTA DA M5S

‘COMMOSSA MA SOPRAVVALUTATA’, LA GIORNALISTA SEMPRE SOTTO TIRO

(di Michele Cassano) (ANSA) – ROMA, 16 APR – Si sente “onorata, commossa”, ma anche “sopravvalutata”, Milena Gabanelli di fronte alla candidatura del Movimento 5 Stelle alla prima carica della Repubblica. Schiva, mai troppo propensa a finire sotto i riflettori, nonostante proprio davanti alle telecamere di Report dimostri la sua forza, è difficile immaginarla dietro la scrivania del Quirinale per il discorso di fine anno. Finora la rinuncia non è arrivata e proprio sul suo nome Beppe Grillo ha lanciato l’ultima sfida a Pierluigi Bersani: “Provi a votarla. Poi chissà “. Di Nibbiano la giornalista di Rai3, di Bettola il segretario Pd, gli occhi sono puntati su di loro. Accomunati dall’origine piacentina, ma non solo, tanto che il nome di Gabanelli era finito nel governo dei sogni di Bersani. “Quando pensano che tu sia all’altezza di un compito così grande si può solo essere onorati, perché è altamente gratificante – dice Gabanelli all’ANSA -. In merito alla candidatura, quando i proponenti mi chiederanno risponderò”. Insomma, la risposta la darà  direttamente al Movimento, anche se le sue parole lasciano immaginare un no: “Le battaglie – spiega – le faccio nel campo di mia competenza, ovvero nel territorio che conosco”. L’ultima battaglia è quella con il sindaco di Roma Gianni Alemanno, che dopo l’inchiesta di domenica scorsa sulla gestione degli appalti nella capitale l’ha querelata ed ora torna sul “comizio finale” dell’ultima puntata: “Se era un comizio innocente o il lancio alla sua candidatura, non lo sappiamo. Comunque è una cosa non corretta”. La penultima battaglia invece con l’Eni, che ha chiesto un risarcimento record da 25 milioni di euro per un servizio andato in onda a dicembre scorso, provocando petizioni online per salvare la trasmissione e chiedere una legge contro le querele temerarie. Le battaglie sono in realtà  innumerevoli. Quelle di una vita nella Rai: prima da inviata di guerra per Speciale Mixer di Giovanni Minoli, poi dal ’94 alla guida di Report con l’inconfondibile stile della videocamera a spalla, tecnica che ha spesso garantito scoop e interviste “rubate”. Share invidiabili per un programma di informazione, bassi costi, tanti premi, ma anche tante grane. Banche, aziende di tlc, case farmaceutiche, colossi dell’energia, politici di tutti gli schieramenti: bersagli per tutti i gusti, da cui le risposte non sono mancate, tanto che più volte negli ultimi la Rai ha tentato di togliere la copertura legale al programma, mettendo a serio rischio la sua messa in onda. (ANSA).

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