MEDIASET:CONFLITTO BERLUSCONI-GIUDICI, 23/4 UDIENZA CONSULTA

(ANSA) – ROMA, 16 APR – E’ fissata per martedì prossimo, 23 aprile, l’udienza pubblica in Corte Costituzionale sul conflitto d’attribuzione tra poteri dello Stato sollevato dall’ex premier Silvio Berlusconi nei confronti del tribunale di Milano che lo sta giudicando per frode fiscale nella vicenda dei diritti tv Mediaset: al centro del conflitto il nodo del legittimo impedimento. La questione portata all’attenzione della Corte Costituzionale riguarda la pronuncia con cui il tribunale di Milano rigettò la richiesta di rinviare l’udienza dibattimentale del primo marzo del 2010 avanzata dai legali di Berlusconi per legittimo impedimento, perché l’udienza veniva a coincidere con la convocazione di un Consiglio dei ministri slittato dalla data inizialmente prevista. Secondo il tribunale di Milano, non c’era legittimo impedimento perché, per i giudici, i legali dell’allora premier avrebbero dovuto indicare la “specifica inderogabile necessità ” della sovrapposizione dei due impegni, dal momento che la data dell’udienza era stata concordata in precedenza. Nell’udienza di fronte alla Consulta del 22 maggio dell’anno scorso, l’avvocatura dello Stato, in rappresentanza del Presidente del Consiglio, aveva invece sostenuto che per il premier una riunione del Consiglio dei ministri è un “diritto-dovere”. A seguito di quell’udienza, la Corte Costituzionale non assunse però nessuna decisione di merito sul conflitto, chiedendo ulteriore documentazione sul caso al Tribunale di Milano. Martedì prossimo il conflitto tornerà  di fronte ai giudici costituzionali. L’udienza è la numero 9, l’ultima a ruolo. Il giudice relatore è Sabino Cassese. L’ex premier sarà  rappresentato dall’avvocato generale dello Stato Michele Giuseppe Dipace e dal collega Maurizio Borgo. (ANSA).

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on Google+

Articoli correlati

Convocata per le 14:30 di oggi un’assemblea del Cdr di Rainews con Usigrai e Fnsi

Freccero: il ritorno in Rai di Grillo? Sarebbe la prova che il servizio pubblico è una tv indipendente. Oltre a lui mi piacerebbe rivedere anche Benigni, Celentano e Fiorello

Il Pd contro Ciao Darwin: casting torinese riservato a razzisti ed omofobi