TELECOM: BERNABE’ PROMUOVE 3 ITALIA E SPINOFF RETE

OPPORTUNITA’ IMPORTANTI, CON H3G SINERGIE; POI DIFENDE GESTIONE

(di Sara Bonifazio) (ANSA) – ROZZANO (MILANO), 17 APR – La gestione ordinaria, fatta di contenimento dei costi e indirizzata a investire e tagliare il debito, non basta più. A Telecom servono operazioni straordinarie: il presidente Franco Bernabé promuove l’integrazione di Tim con 3Italia nel mobile e, nella telefonia fissa, la separazione della Rete e una partnership con Cdp. Davanti ai soci riuniti in assemblea all’auditorium di Rozzano (ribattezzato oggi alla memoria di Guglielmo Reiss Romoli) per approvare il bilancio, Bernabé ne parla ‘come di ‘importanti opportunità  da approfondire”, e in particolare sottolinea come l’integrazione con 3Italia abbia “sinergie industriali che comportano riduzioni di costo in termini di strutture commerciali e di sviluppo delle reti Lte, a cui si aggiungono i benefici di due bacini di clientela complementari”. Il possibile accordo con Cassa Depositi e Prestiti (che oggi a riunito la propria assemblea e confermato i vertici) nell’ambito del progetto di separazione della Rete, invece, “comporterebbe il vantaggio di risorse apportate da Cdp, che consentirebbero una significativa accelerazione dei piani di sviluppo delle reti di nuova generazione previsti nel piano industriale”. Dalla platea nessuna obiezione rilevante e una sostanziale condivisione di questo percorso. Nel corso dei lavori, durati sei ore e mezza, c’é spazio anche per i temi della ‘golden share’ e delle minoranze in Cda. Il primo è un nodo che si scioglierà  da solo quando diventerà  efficace il nuovo assetto legislativo, mentre per dare una maggior rappresentatività  dei soci di minoranza Bernabé ha chiesto agli uffici competenti di Telecom una valutazione sulla fattibilità  di una modifica statutaria, e affidato al Comitato per il controllo e i rischi l’analisi della questione. Il presidente del gruppo di tlc prende spunto dall’insoddisfazione di Marco Fossati, secondo azionista con il 4,9%, per difendere il proprio operato e per andare al contrattacco. Telecom “avrebbe potuto attraversare la crisi con minori preoccupazioni e difficoltà  se non avesse dovuto contestualmente affrontare una situazione di debolezza patrimoniale e finanziaria determinata da operazioni compiute negli anni precedenti e finalizzate a preservare la catena di controllo della società “. Il manager si vanta di non aver fatto ricorso a scorciatoie finanziarie, ricordando di contro le operazioni compiute tra il 1999 e il 2007, e in particolare la fusione Telecom-Olivetti e l’acquisto delle minoranze di Tim, oltre alla distribuzione di dividendi. “A fine 2007, e quindi a pochi mesi dall’inizio della crisi finanziaria, Telecom era gravata da un indebitamento finanziario netto di 36 miliardi, a fronte di un fatturato di 29 miliardi”. “Gli ultimi 5 anni sono stati caratterizzati dal ritorno a una gestione prudente, dall’attenzione ai principi etici e dal conseguimento di risultati solidi e duraturi in grado di garantire una maggior sostenibilità “, anche grazie alle stabilità  dell’assetto di questi anni, rende merito a Telco. A stretto giro di ruota la replica di Marco Tronchetti Provera, ex presidente di Telecom, che non accetta di fare la parte del capro espiatorio. “Bernabé – ha precisato un portavoce del presidente di Pirelli – è alla guida della società  da quasi sei anni. Stupisce che, anche a distanza di tempo, non si ritenga più utile che ciascuno si assuma le proprie responsabilità , anziché fornire ricostruzioni non corrispondenti al vero e riproposte più volte e in modo contraddittorio”. (ANSA).

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