Telecom I.: il nodo resta valore 3 Italia

MILANO (MF-DJ)–Ci sono molte variabili di cui tenere conto nell’ambito della possibile integrazione fra Telecom e 3 Italia. Anche ammettendo che alla fine gli azionisti italiani di Telco vedano come un’opportunita’ l’ingresso di H3G nell’azionariato, ammettendo che il governo pretenda e ottenga garanzie sull’italianita’ dell’operazione e, ancora, ammettendo che Telefonica non voglia ostacolare finanziariamente l’alleanza fra italiani e cinesi, resterebbe sempre sul tavolo la questione piu’ spinosa: il prezzo. Il presidente operativo di Telecom, Franco Bernabe’, scrive MF, in assemblea ha lasciato intendere che ritiene potenzialmente eccellente un accordo fra i due gruppi, ma ora si tratta di capire se sara’ possibile accontentare Li Ka Shing, che mira a essere “azionista di riferimento” del gruppo e, se si’, a che prezzo. Non a caso negli ultimi giorni sono circolate parecchie cifre sul valore di 3 Italia, alcune anche inesatte, tanto che il gruppo guidato da Vincenzo Novari ha dovuto fornire i dati corretti sui numeri dell’azienda. Di fatto pero’ quello che sostengono alcuni advisor vicini all’operazione e’ che l’integrazione avrebbe un valore industriale difficilmente riconducibile a un multiplo. Togliere 3 Italia dal mercato significherebbe eliminare il concorrente piu’ aggressivo. Motivo per cui potrebbe non avere valore assoluto l’equazione tra il supposto valore di 3 Italia e il corrispondente pesa della futura eventuale partecipazione nel capitale di Telecom. Considerazioni di questo tipo non vengono fatte soltanto ai piani alti di Telecom, ma che fanno anche tra i concorrenti, tanto e’ vero che anche in Vodafone probabilmente festeggerebbero un eventuale accordo tra i due operatori mobili.

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