à‰lite irresponsabili e vigliacche dietro la sindrome Nimby

Ogni anno un gruppo di volenterosi si ritrova per parlare di investimenti impossibili in questo nostro Bel Paese. Si tratta di rappresentanti di belle imprese che vorrebbero – pensate un po’ – realizzare cose importanti, investendo il proprio denaro. Ferrovie, strade, porti, linee elettriche, impianti per lo smaltimento dei rifiuti, strutture energetiche, persino fonti rinnovabili. E invece di essere salutati con il favore che li accoglierebbe in ogni altro Paese del mondo, sono braccati come pericolosi eversori. Braccati da chi? La cosiddetta sindrome Nimby è la principale accusata; quel proliferare di comitati, pseudo ambientalisti, preti e forze politiche ormai prive di ragione, che dietro ogni opera e industria vedono un tentativo di genocidio. E combinando demagogia e ricorsi al Tar riescono a bloccare ogni cosa. A cominciare dal lavoro, sempre invocato, ma mai veramente voluto. I nostri convenuti, essendo normalmente persone razionali, si esercitano sui correttivi da apportare per venire a capo di mille rompicapi, che diventano incubi. Dalla frammentata e ormai incomprensibile struttura dello Stato alla necessità  di informare, spiegare, convincere.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 438 – Aprile 2013

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