Le due anime frementi di Vittorio Bo

La prima è una factory vera e propria per fare impresa nel mondo della cultura, l’altra una casa editrice. Un gran lavoro mentre il nostro Paese è all’ultimo posto in Europa per percentuale di spesa pubblica destinata alla cultura.

Per festeggiare il decimo compleanno di Codice, l’impresa culturale di Vittorio Bo, l’appuntamento non poteva essere più coerente con la ragione sociale dell’azienda: il Circolo dei lettori al Salone del libro di Torino il 17 di maggio. Tutto è infatti incominciato dieci anni fa quando, dopo aver lasciato nel 2001 la poltrona di amministratore delegato e direttore generale della Giulio Einaudi Editore, Vittorio Bo decise di fondare Codice, investendosi in pieno del ruolo di imprenditore culturale e costruendo, mattone su mattone, un’azienda che ha due anime che pure si compenetrano: da una parte una factory vera e propria (Codice. Idee per la cultura) con l’obiettivo di fare impresa e producendo cultura, e dall’altra una casa editrice (Codice Edizioni) qualificata nel settore scientifico e tecnologico – con una particolare attenzione al mondo internettiano – proponendo titoli audaci (anche dal punto di vista strettamente commerciale) che hanno però conquistato un pubblico fedele e di target medio alto.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 438 – Aprile 2013

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