Download illegali film, audio e software:oscurati 27 siti pirata

Siae: Evitato danno da 3mld e perdita 22mila posti lavoro
Roma, 24 apr. (TMNews) – Il Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma ha sequestrato e oscurato 27 siti internet pirata, ubicati in ‘paradisi’ web, dai quali si potevano visionare in streaming o scaricare illegalmente centinaia di migliaia di film, di cui alcuni attualmente nelle sale cinematografiche, e un numero molto superiore di prodotti audio e software diffusi in violazione del diritto d’autore. I monitoraggi svolti dagli investigatori hanno accertato l’esistenza di una vera e propria piattaforma alternativa ai servizi offerti dalle emittenti a pagamento e dall’industria cinematografica, con una disponibilità  potenzialmente infinita di prodotti da offrire al pubblico, tra cui spiccano molti film attualmente in prima visione nelle sale. L’Ufficio Multimedialità  della Siae ha collaborato al monitoraggio e agli accertamenti amministrativi ed ha confermato che i siti oggetto di indagine non erano autorizzati alla divulgazione. La Siae ha stimato che si è trattato di uno dei più rilevanti sequestri a livello mondiale e il primo di queste proporzioni in ambito europeo, considerando che il danno complessivo ammonta a circa 1,5 miliardi di euro, di cui 800 milioni nel settore dei film e 700 milioni in quello della musica, nonché 1,4 miliardi di euro per quanto riguarda il software; la conseguente riduzione dell’indotto potrebbe comportare, entro il 2015, la perdita di 22.000 posti di lavoro solo nel mercato italiano. La maggior parte dei server interessati sono in paesi dove la normativa locale è meno restrittiva (Australia, U.S.A., Belize, Cina, Russia, Moldavia, Romania, Olanda, Svizzera, Francia e domini in U.S.A. Seychelles, India, Australia, Svizzera, Panama, UK, Germania). Inoltre molti domini sono ospitati in paesi diversi da quelli dell’ubicazione del server (Australia, U.S.A., India, Seychelles, Panama, UK, Germania, Svizzera), circostanza che ha determinato una serie di complicazioni tecniche e procedurali per poterne inibire la fruibilità  dalle piattaforme telematiche italiane. Queste difficoltà , tuttavia, sono state aggirate attuando nella rete un blocco dei DNS realizzando un ‘muro invisibile’ sui confini italiani in modo da impedire il raggiungimento dei domini dal territorio nazionale.

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