BLOTTR E BUZZFEED, L’ESPLOSIONE DEL CITIZEN JOURNALISM

A FESTIVAL DI PERUGIA FENOMENI DEL GIORNALISMO MADE IN GB E USA

(dell’inviato Michele Cassano) (ANSA) – PERUGIA, 25 APR – Adam Baker ha 39 anni, il volto e la parlantina da duro. Risponde con frasi secche, non più di venti secondi per esprimere le sue idee. E sembra averle chiare. Tre anni fa ha fondato a Londra Blottr, che in poco tempo è diventato il più grande sito europeo di citizen journalism, con più di 5mila collaboratori. Doree Shafrir è invece uno degli esempi viventi del sogno americano: l’anno scorso Jonah Peretti, cofondatore dell’Huffington Post, l’ha strappata al Rollingstone.com per farne una delle penne di punta della sua ultima creatura, Buzzfeed, altro fenomeno del web basato sui post degli utenti. Adesso Shafrir è direttore esecutivo del sito. Ospiti al Festival del Giornalismo di Perugia, hanno dimostrato di avere una qualità  in comune, che molti editori pagherebbero a peso d’oro: la convinzione di sapere quello che vuole il pubblico e cosa serve per attrarlo, senza perdere in qualità  e riducendo i costi. “La nostra ambizione è che tutti sappiano quello che accade nel mondo”, spiega Baker. Il suo sito, nato per coprire le notizie della sola Londra, è cresciuto velocemente fino a raccogliere informazioni da tutte le parti del globo. E non è raro che batta sul tempo colossi come Bbc o Sky. “Da due anni seguiamo le guerre – racconta -. Ultimamente un video in cui l’esercito siriano torturava un prigioniero ha fatto il giro del mondo. Seguiamo anche le guerre minori, con storie che ci sembrano di interesse”. A raccontarle, a postare video e foto, non sono giornalisti, ma gente comune, pagata a seconda delle visualizzazioni. “Grazie agli smartphone la qualità  dei contributi è buona – aggiunge -. Quanto all’attendibilità  è necessario instaurare un rapporto di fiducia con l’autore. Poi abbiamo sviluppato algoritmi che ci consentono di verificare contenuto e fonti, nell’80% dei casi. Ad esempio utilizziamo il gps per capire da dove viene la notizia o controlliamo che l’immagine sia genuina”. Oltreoceano, Buzzfeed funziona invece come una piattaforma che seleziona i contenuti virali sul web, postati dagli utenti o realizzati dalla redazione. “Puntiamo sull’empatia con i nostri lettori – spiega Shafrir – e contiamo molto sull’intelligenza emotiva, qualità  che solo i migliori giornalisti hanno”. Poi entra in campo la statistica: ingegneri che studiano i flussi di notizie, il gradimento degli utenti per capire quali contenuti valorizzare, cosa e come scrivere. “Grazie a questo abbiamo capito ad esempio che è falso che sul web bisogna scrivere pezzi corti – afferma -. Pensate che abbiamo assunto un redattore proprio per pubblicare articoli lunghi, una storia alla settimana”. Il citizen journalism ha varcato anche le frontiere nazionali, ad esempio grazie a Fanpage. “Il citizen journalism non è spazzatura perché è vicino alla notizia – sostiene il direttore Francesco Piccinini -. Cerchiamo argomenti che gli altri non vanno a cercare, oppure storie lasciate per strada dagli altri media. Non serve scrivere per tutta la vita. Si può contribuire anche un mese e poi cambiare, tornando al proprio lavoro”.

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