RCS: SU AUMENTO RISCHIO VOTO ASSEMBLEA, ROUND IL 30/5

400 MLN COPERTI AL 95%; MA MERLONI VALUTA NO, INCOGNITA ROTELLI

(di Marcella Merlo) (ANSA) – MILANO, 29 APR – Soci divisi sull’aumento di Rcs col round decisivo all’assemblea convocata per il 30 maggio. Dopo lo strappo di Della Valle e dei Benetton il voto del patto potrebbe non poter contare sul 2% dei Merloni mentre un eventuale no di Rotelli metterebbe a rischio il via libera all’operazione. La capogruppo nel frattempo ha chiuso il trimestre in rosso di 78 milioni (il Cda vedrà  i conti del gruppo il 14 maggio) dopo 494 milioni di perdita nel 2012 e l’assemblea sarà  chiamata ad abbattere il capitale da 762 a 139 milioni con un raggruppamento delle azioni in un rapporto di 3 nuove ogni 20. Agli azionisti verrà  chiesto di approvare un aumento di capitale sino a 500 milioni, sia in azioni ordinarie (fino a 400 milioni di euro) sia in azioni risparmio di nuova categoria, e di assegnare al board una delega per altri 200 milioni da esercitare entro fine 2015 per un ammontare complessivo che resta sulla cifra già  nota di 600 milioni. Del resto anche il primo intervento, da realizzare entro il 31 luglio (il prezzo sarà  fissato a ridosso dell’avvio dell’operazione), non supererà  i 400 milioni preannunciati, viste le resistenze dei soci a fare la loro parte, che hanno spinto Fiat e Intesa a un impegno extra. Il Lingotto è pronto a rilevare diritti di opzione del patto (il cui impegno si ferma al 44% rispetto al 58% vincolato) per un 2,8% addizionale, Intesa per un esborso aggiuntivo di 10 milioni di euro. Con l’intervento del consorzio di garanzia (Banca Imi, Bnp Paribas, Centrobanca, Mediobanca, Commerzbank, Aletti e Akros) su 182,5 milioni di inoptato, i 400 milioni dell’aumento risultano così coperti, a oggi, al 95%. Sull’operazione pesa tuttavia l’incognita del voto in assemblea. Il comunicato diffuso in mattinata dopo il Cda di domenica ha confermato che le finanziarie di Diego Della Valle ed Edizione dei Benetton, in possesso in totale del 13,8%, hanno anticipato “la loro indisponibilità  ad approvare un’operazione di ricapitalizzazione così strutturata”. La mossa mette potenzialmente a rischio il via libera dell’assemblea dove è richiesta una maggioranza dei due terzi del capitale depositato. Se un socio come Giuseppe Rotelli (ha il 16,5 dei diritti di voto) dovesse intervenire il 30 maggio con tutto il suo pacchetto e votare contro per la casa editrice si aprirebbe la strada dei libri in tribunale. Sta poi valutando se saltare l’appuntamento o presentarsi e non votare col patto Paolo Merloni il quale, nel Cda di domenica, è tornato a criticare le modalità  dell’aumento e del rifinanziamento del debito e ha chiesto perché non si fossero valutate strade alternative come il concordato preventivo. Gli ha risposto – da quanto si è appreso – Piergaetano Marchetti illustrando i rischi di impasse per il gruppo. Oggi intanto l’a.d di Fonsai Carlo Cimbri ha spiegato che parteciperà  all’aumento, atteso a forte sconto, “per ragioni di natura economica”, “i salotti non c’entrano”. Sui dieci periodici in vendita, infine, è tutto in alto mare mentre Urbano Cairo non dovrebbe guardare neanche alle singole testate e Matteo Arpe conferma che “é scemata” la manifestazione di interesse di News 3.0. (ANSA).

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