New media, TLC

03 maggio 2013 | 14:21

TLC:FRANCIA;POLEMICHE SU MONTEBOURG E PROTEZIONISMO ON-LINE

CRITICHE SU MINISTRO CHE BLOCCA YAHOO! PER ACQUISTO DAILYMOTION

(di Paolo Levi) (ANSA) – PARIGI, 2 MAG – Polemiche in Francia per la decisione del ministro del Risanamento produttivo, Arnaud Montebourg di bloccare l’acquisto di Dailymotion, lo Youtube francese, che era entrato nelle mire di Yahoo!, il colosso americano del web. Mentre il ministro dell’Economia, Pierre Moscovici, prende le distanze da Montebourg – strenuo sostenitore del ‘Made in France’, che già  in passato sollevò un polverone per la proposta di nazionalizzare le acciaierie in crisi di Florange – la direzione di France Telecom/Orange, proprietaria di Dailymotion, critica il suo atteggiamento e alcuni, tra politici e imprenditori, non esitano a parlare di protezionismo. Nei giorni scorsi, il giovane ministro – che rappresenta l’ala più di sinistra del governo – è salito in prima linea per fare in modo che Dailymotion restasse francese, giustificando la sua azione con il fatto che lo Stato possiede il 27% di France Telecom, a sua volta proprietaria del sito internet. Una decisione duramente criticata dallo stesso responsabile di France Telecom/Orange, Stephane Richard. “Dailymotion è una filiale di Orange e non dello Stato. Spetta al gruppo, alla direzione, al consiglio d’amministrazione gestire il dossier”, ha affermato il numero uno di France Telecom/Orange in un’intervista al quotidiano Les Echos, facendo in questo modo valere l’indipendenza del gruppo rispetto al ruolo ingombrante dell’azionista pubblico. Yahoo! voleva rilevare a France Telecom/Orange il 75% di Dailymotion, ma lo Stato, che detiene ancora il 27% dello storico operatore francese, ha vietato che la soglia del 50% potesse essere superata. Parlando di “riflesso economico e di intelligenza strategica”, Montebourg ha giustificato il suo ‘diktat’ dicendo di non voler “abbandonare Dailymotion nelle mani di una società  la cui salute è a volte vacillante e che rischia di divorare Dailymotion”. Il ministro ha anche garantito di aver agito in coordinamento con il ministro dell’Economia, Pierre Moscovici. Una dichiarazione che non è piaciuta a quest’ultimo. Quello di Dailymotion “non è un dossier nel quale sono stato particolarmente coinvolto”, si è difeso Moscovici, sbugiardando il suo collega. Per un imprenditore del web, che preferisce rimanere anonimo, “in Francia non c’é nessuna politica strategica nel settore di internet, questa vicenda lo dimostra”. L’imprenditore non esita quindi a parlare di “protezionismo, anche se c’é molta ipocrisia”. Anche il vicepresidente dell’Ump, il partito di centrodestra all’opposizione, Luc Chatel, ha puntato il dito contro il “protezionismo economico” di Montebourg,criticando “questa moda che consiste a considerare che noi francesi siamo opposti al resto del mondo, soprattutto su temi così universali come le questioni legate a Internet”. Contrario a Montebourg anche il settimanale Le Point, secondo cui quello del ministro francese “é un deplorevole fallimento”, in un contesto in cui il web non dovrebbe “conoscere frontiere”. “Un’azienda high-tech che rimane nazionale – avverte il giornale – non ha alcuna chance di sopravvivenza”. (ANSA).