TV: TALK SHOW VS SOCIAL NETWORK, ESPERTI A CONFRONTO

VARETTO, GRILLO NON VENNE A SKYTG24, MA ANCHE RIFIUTO FA TV

(ANSA) – DOGLIANI (CUNEO) – La televisione è ancora in grado di indirizzare la politica e gli elettori o, con l’avvento dei social network, ancora fenomeni comunque non di massa, ha cambiato se non perduto la sua forza, si pensi solo al fatto che uno come Grillo non vuole andare in tv? A questa domanda ha cercato risposte il dibattito di oggi al Festival della Tv di Dogliani (Cuneo) con direttori di rete e giornalisti. “La tv si sta rimodellando ma è ancora centrale”, ha detto Sarah Varetto, direttore di SkyTg24 che ha ricordato come Grillo, dopo aver riempito la piazza a Torino, prima del gran finale di campagna elettorale in piazza San Giovanni abbia rinunciato alla sua intervista su Sky. “Ma anche quella rinuncia alla tv – ha detto Varetto – in qualche modo è tv. Noi abbiamo comunque continuato a seguirlo”. Marco Damilano ha ricordato che una volta la politica si faceva con le tribune politiche, poi sono venuti i talk show, oggi apparentemente superati, poi le primarie e i social network. “Di fatto nessuno si sarebbe aspettato che alla fine, dopo la debacle delle primarie e di Bersani, e le avvisaglie comunque avvertite sul web, il governo l’avrebbe fatto uno come Letta, praticamente assente in tv – ha detto Damilano -. La tv c’é eccome ma è un momento particolare e di forte rivisitazione. La gente è smaliziata, ma cerca di capire attraverso tutte le fonti”. Vittorio Meloni, responsabile Comunicazione di Intesa SanPaolo, ha ricordato come dal 2006 a oggi le tv generaliste abbiano perso 15 punti percentuali ma il bacino di utenti di tv, compresi i canali digitali, sia aumentato di un milione. “L’85 per cento della popolazione riceve dalla tv le informazioni politiche – ha concluso – è diminuita la sua capacità  di influenzare ma non di informare”. (ANSA).

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