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06 maggio 2013 | 10:24

UE PALADINA WEB LIBERO, E’ CONTRO FILTRI E CENSURA

FALLITI TENTATIVI DI REGOLARE INTERNET, ANCHE SU PORNO

(di Chiara de Felice) (ANSA) – BRUXELLES, 4 MAG – “Gli stessi rischi che si corrono nella vita, si corrono anche online”: è questa la filosofia alla base dell’azione della commissaria Ue all’agenda digitale, la liberale olandese Neelie Kroes, paladina della libertà  del web, che ha sempre appoggiato tutte le proteste dei ‘pirati’ contro le leggi che in Europa mettevano internet a rischio censura. “E’ la nuova frontiera della libertà , che sta cambiando la politica e l’economia perciò molti vorrebbero zittirlo”, ha detto di recente la Kroes. Internet è un settore che la Ue ha provato, non riuscendoci, a regolare. Ci ha provato soprattutto attraverso l’Acta (l’accordo commerciale globale anti-contraffazione), negoziato con le grandi potenze mondiali, che istituiva un organismo sovranazionale per giudicare casi di violazione del copyright anche online. L’ondata di proteste guidata da Anonymus seguita alla firma dell’Acta da parte della Ue ha portato il Parlamento europeo ad esprimersi contro e la Commissione Ue a chiedere prima il parere della Corte di giustizia e poi a ritirare anche il suo sostegno all’Acta. L’accordo è così decaduto a livello Ue, ed è stato firmato solo da alcuni singoli Paesi. Certificando la vittoria dei difensori della libertà  del web. L’Europa ha dovuto fare retromarcia anche qualche mese fa quando pensò di vietare i siti porno: era solo una raccomandazione del Parlamento, senza quindi alcun vincolo, ma appena fu presentata gli eurodeputati subirono attacchi alle loro caselle email private, invase da ondate di spam, e ritirarono la proposta. Inoltre, di recente la Corte di giustizia ha spiegato con una sentenza che in base al diritto europeo non si può nemmeno obbligare agli internet provider a ‘filtrare’ i contenuti web perché contrasta con il divieto – presente nel diritto europeo – di imporre una sorveglianza sulle comunicazioni che transitano sulla sua rete. In particolare, l’imposizione di un filtro ad un internet provider sarebbe incompatibile con la direttiva sul commercio elettronico e con i diritti fondamentali. Se internet non è quindi regolato, la libertà  di espressione, anche sul web, è protetta in tutti i modi e se un Paese membro dell’Ue la mette a rischio, incorre nelle sanzioni di Bruxelles. Come l’Ungheria: la sua recente legge sui media è stata dichiarata incompatibile con le leggi europee anche perché imponeva la registrazione a chiunque lasciasse commenti su blog o forum. (ANSA).