TLC

06 maggio 2013 | 15:44

Telecom I.: Asati, in Borsa 47% divisione Open Access

MILANO (MF-DJ)–Sul tema della rete Asati, l’associazione dei piccoli azionisti di Telecom I., propone di mettere in borsa il 47% dell’attuale divisione Open Access. Alla Cdp, si legge in una lettera che l’associazione ha inviato al presidente di Telecom I., Franco Bernabe’ e al Cda, sara’ riservata una quota (esempio 25%) e ai dipendenti una quota del 3% (immessa in una apposita Sicav). Telecom manterra’ una quota importante. Il 47% immesso sul mercato potra’ anche essere sottoscritto dagli attuali azionisti della societa’ di tlc che daranno in cambio le loro azioni ordinarie e di risparmio, che saranno poi dalla societa’ annullate. Si attuerebbe una operazione definita Opvs (Offerta Pubblica di vendita-scambio) a condizioni di assoluta trasparenza e nel rispetto di tutti gli azionisti. Secondo l’associazione, il Paese potrebbe finalmente intraprendere un percorso piu’ rapido e con minore dispendio di energie volto ad un sostanziale rafforzamento delle infrastrutture di rete. Telecom avrebbe la possibilita’ di raccogliere dal mercato significative risorse finanziarie senza compromettere la sua attivita’ principale. Inoltre l’assemblea straordinaria sara’ chiamate alla modifica sostanziale e non piu’ dilazionabile dello statuto sociale secondo indirizzi che Asati ha indicato sia alla vigilia che durante l’ultima assemblea del 17 maggio scorso. In particolare, secondo l’associazione, va rimossa la norma che prevede che alla lista maggioritaria siano assegnati i 4/5 dei consiglieri di amministrazione. “Norma che poteva avere, forse, un senso quando in una azienda figurava un azionista con oltre il 40-50% del capitale”, prosegue la lettera. “Non certamente oggi che un azionista anche con un 20% o anche meno governa una societa’ ponendo alla stessa condizionamenti insopportabili per gli altri azionisti, e favorendo conflitti di interesse per operazioni con parti correlate”. In merito all’acquisizione di H3g da parte di Telecom, secondo l’ufficio studi di Asati e considerando perimetri omogenei finanziari, il valore di H3g Italia puo’ essere rapportato intorno al 5% del capitale sociale di Telecom I.. In cambio dell’azienda H3g, l’azionista Hutchison Wampoa riceve la quota azionaria di Telecom gia’ a disposizione del Cda che potra’ avvalersi della delibera assembleare dell’aprile 2009. Oltre alle sinergie vanno ovviamente esaminate le eventuali ripercussioni sul piano occupazionale delle due societa’. Hutchison Wampoa con l’operazione cederebbe H3g Italia in cambio del 5% delle azioni Telecom. L’aumento della quota azionaria in Telecom, secondo Asati, dovrebbe avvenire tramite un’Opa “parziale” e “volontaria” fino a un massimo del 29,9% compresa la quota di assegnazione di azioni per l’acquisizione di H3g Italia, ad un prezzo minimo equivalente al Book Value di Telecom I. (oltre 1 euro per azione). Asati si opporra’ a qualsiasi tentativo di eludere la questione della tutela degli azionisti attraverso ipotesi di acquisizione diretta di quote Telco rivolta agli azionisti della stessa Telco. Con lettere apposita, l’associazione ha chiesto a Consob di seguire l’evoluzione di questi eventi attraverso una doverosa vigilanza, affinche’ non si ripetano le vicende legate ai piccoli azionisti-risparmiatori nella vicenda Parmalat. Infine secondo l’associazione, il Cda di Telecom I. deve “diligentemente elaborare un nuovo piano strategico pluriennale con il quale verificare la fattibilita’ delle due suddette operazioni tenuto nel dovuto conto l’impatto occupazionale”.