Editoria

06 maggio 2013 | 16:19

GIORNALISTI: E’ MORTA BEATRICE OTTAVIANO

(ANSA) – ROMA, 6 MAG – Era stata corrispondente a Mosca, a Belgrado e poi di nuovo a Mosca, aveva fatto sempre – riuscendoci molto bene – giornalismo sul campo, cercando le notizie con il cuore, con professionalità  e istinto, con il talento innato che aveva per questo mestiere. Beatrice Ottaviano, giornalista dell’ANSA, è morta stamani a Roma dopo una crudele malattia. Aveva compiuto da poco – lo scorso 16 aprile – 51 anni. La sua prematura scomparsa lascia un grande vuoto nell’agenzia e nella redazione Esteri dove aveva lavorato ininterrottamente dal 1991, dopo una breve esperienza al Dea, l’archivio elettronico dell’ANSA. In redazione a Roma, però, era stata poco. Aveva chiesto subito di partire, di viaggiare. “E’ bello stare in redazione, ma preferisco avere un taccuino in mano e andare in giro”, diceva sempre. Fu accontentata e nel 1993 partì per Mosca, una sede certo non agevole, dove rimase fino al 1999 raccontando, dalla strada e non dalla scrivania, gli storici cambiamenti della Russia post-guerra fredda. Da Mosca passò a Belgrado, altra sede complicata. Ma Beatrice figlia d’arte (anche suo padre Dario era giornalista) non si spaventava facilmente. Dopo aver imparato il russo cominciò a cimentarsi con il serbo. Scrisse del doloroso percorso dei Paesi della ex-Jugoslavia dalle guerre balcaniche all’integrazione europea. Il vecchio amore per la Russia fu però invincibile e nel 2005 tornò a Mosca, questa volta con l’incarico di responsabile dell’ufficio. Era una Russia diversa quella che trovò, la Russia di Putin e del ritorno di Mosca fra le grandi potenze globali, dal punto di vista economico e da quello politico. Poi di nuovo a Roma, nel 2010, per le non buone condizioni di salute. Lo scorso anno aveva lasciato l’ANSA. La vita di Beatrice Ottaviano ha coinciso sempre con la sua professione. Viveva il giornalismo in maniera totale, senza pause e senza tentennamenti. Cambiava casa, cambiava Paese e amicizie. Non cambiava il suo modo di credere nella sua professione. Con lei in questi anni ha portato sempre Ciro, un cane enorme, un pastore del Caucaso che nessuna linea aerea ha mai voluto imbarcare. Per questo gli spostamenti tra Russia, Italia e Serbia, Beatrice li ha sempre fatti in automobile. Migliaia di chilometri macinati insieme a Ciro. Ma neanche di questo si è mai spaventata. I funerali si svolgeranno mercoledì alle 11.00, nella Chiesa di Nostra Signora del Santissimo Sacramento e dei Santi Martiri Canadesi, al quartiere Nomentano, in via Giovanni Battista de Rossi, 46. (ANSA).