Editoria

14 maggio 2013 | 11:01

L’allarme di Senza Bavaglio sulla situazione Rcs

L’11 maggio 2013 Pino Nicotri e Nicoletta Morabito, consiglieri dell’Associazione Lombarda dei Giornalisti (Alg) in rappresentanza di Senza Bavaglio, hanno consegnato nelle mani di Giovanni Negri, presidente Alg, una lettera con la richiesta di intervento per la grave situazione che sta vivendo Rcs Mediagroup, dove 250 giornalisti stanno rischiando il posto di lavoro. Nella lettera si invita il presidente Negri a presentare un esposto alla magistratura a nome di tutta la categoria, per verificare se nell’acquisizione Recoletos siano rintracciabili profili di reato.

Qui di seguito la lettera integrale, inviata per e-mail anche a tutti gli altri consiglieri Alg e per conoscenza anche alla dirigenza Fnsi.

Milano 6 Maggio 2013
Caro Presidente,
l’11 febbraio scorso, Rcs Mediagroup, il primo gruppo editoriale italiano, ha presentato un   piano di ristrutturazione nel quale annunciava il taglio di 800 posti di lavoro, l’80 per cento dei quali in Italia e, fra questi, almeno 250 giornalisti. La società  ha giustificato gli interventi con il pessimo andamento dei conti. Ma, in realtà , a pesare, sui bilanci della società  editoriale sono le svalutazioni delle attività  spagnole e in particolare della casa editrice Recoletos, che Rcs aveva acquisito nel 2007 per 1,1 miliardi di euro. Negli ultimi due anni la Recoletos è stata sottoposta a ripetute svalutazioni per complessivi 632 milioni. Svalutazioni che hanno mandato in rosso i conti del gruppo, provocando una perdita netta di 322 milioni nel 2011, e addirittura di 509 milioni nel 2012.
Un’operazione nella migliore delle ipotesi sbagliata ha in definitiva aggravato una fase di mercato già  difficile per l’editoria, spingendo RCS a ricorrere a due stati di crisi, a tagli e dismissioni, fino a rendere necessaria una ricapitalizzazione del gruppo. Le ricostruzioni di questa vicenda apparse sulla stampa hanno fatto emergere delle similitudini con l’affaire Montepaschi, istituto di credito finito in difficoltà  per un’acquisizione giudicata all’epoca troppo onerosa, e rivelatasi poi piena di presunti illeciti, al punto da spingere la magistratura ad aprire un’indagine.
Tutto questo dovrebbe interessare il sindacato dei giornalisti anche alla luce delle pesanti ricadute che i tagli occupazionali avranno sugli istituti di previdenza della categoria, già  messi a dura prova dal massiccio ricorso ai prepensionamenti. Chiediamo pertanto a te, caro Presidente, di presentare un esposto alla magistratura a nome di tutta la categoria, per verificare se nell’acquisizione Recoletos siano rintracciabili profili di reato. Era congruo il prezzo pagato da Rcs nel 2007 per Recoletos? Le svalutazioni effettuate nel biennio 2011-2012 del valore di avviamento di Recoletos sono state solo la conseguenza di un ridimensionamento delle aspettative di mercato, o nascondevano anche errori di valutazione o addirittura poste gonfiate artificialmente a fini illeciti?
E infine, è stato lecito liquidare il precedente amministratore delegato della RCS con un bonus di 3,4 milioni a fronte dei risultati da lui conseguiti in sei anni di gestione? Risultati che si possono riassumere così: un patrimonio netto di gruppo ridotto di tre quarti a 270 milioni; un indebitamento finanziario aumentato di oltre venti volte a più di un miliardo; il ricorso a due stati di crisi pagati con i soldi dei contribuenti e dell’Inpgi; e da ultimo l’annunciata cessione di dieci testate, a dispetto degli impegni presi con le controparti sindacali per beneficiare dei fondi previsti per il piano di riorganizzazione.
Ti invitiamo a presentare questo ricorso a tutela dei giornalisti e del patrimonio di testate del gruppo prima dell’assemblea degli azionisti RCS prevista per il 30 maggio prossimo, anticipando eventuali iniziative che, in quella sede, dovessero provenire da altri soggetti.
Cordiali saluti
Nicoletta Morabito e Pino Nicotri