Comunicazione, Editoria, Televisione

15 maggio 2013 | 11:23

RAI: ANZALDI (PD), AZIENDA IN GRAVE CRISI, ORA CONFRONTO PUBBLICO

(AGI) – Roma, 15 mag. – “La Rai ha chiuso il bilancio 2012 con una passivo senza precedenti, il peggiore risultato degli ultimi dieci anni: perdita di 244,6 milioni di euro e posizione finanziaria netta negativa per 366,2 milioni. Eppure la gravita’ della situazione non sta suscitando, come e’ sempre avvenuto, dibattiti sulla stampa o confronti nelle istituzioni. Se i ‘risanatori’ vanno avanti cosi’, il rischio e’ arrivare a dichiarare la Rai non piu’ compatibile con le attuali risorse di mercato e procedere con la svendita a pezzi. ‘Rischio’ oppure ‘obiettivo’ di qualcuno?”. E’ quanto scrive il deputato del Pd, Michele Anzaldi, in merito alla situazione della Rai a seguito dell’approvazione del bilancio.
“Abbiamo letto che sarebbe stato approvato un piano industriale – scrive Anzaldi – di cui pero’ nessuno conosce le linee di intervento e le ipotesi di riorganizzazione industriale mentre i costi esterni continuano a aumentare, la posizione debitoria rischia di raggiungere livelli sempre piu’ preoccupanti e a diminuire sono, invece, solo i ricavi. Ho la convinzione del resto che il crollo della pubblicita’ nel 2012 di 219,5 milioni rispetto al 2011, avendo i canali Rai comunque mantenuto gli stessi livelli di telespettatori, non puo’ essere giustificata soltanto dalla crisi economica che il Paese sta attraversando Un’interrogazione al Governo Letta, presentata con alcuni colleghi, attende di conoscere, tra l’altro, i contorni poco chiari di un’operazione di pre-fatturazione che avrebbe salvato il bilancio 2011 e aggravato ancora di piu’ quello 2012. Non a caso due consiglieri, Gherardo Colombo e Benedetta Tobagi, si sono astenuti all’approvazione del consuntivo 2012, pur non avendo motivato pubblicamente la loro scelta”.
“Nel silenzio generale si ha la sensazione – aggiunge ancora il deputato Pd – che la Rai continui sostanzialmente ad essere mal amministrata. Sentiamo da mesi parlare di costosi incentivi al pensionamento di personale (anche in favore di chi sarebbe andato ‘naturalmente’ in pensione tra pochi mesi) ma non ci sembra che siano state affrontate questioni serie come, ad esempio, la necessaria riorganizzazione dell’azienda (modelli produttivi, numero delle testate giornalistiche, numero e target dei canali, riorganizzazione della presenza sul Web,investimenti in innovazione e sperimentazione ecc.) o il miglioramento della qualita’ dell’offerta editoriale. Continuiamo nel frattempo a registrare assunzioni dirigenziali di personale esterno come se l’unica preoccupazione del direttore generale sia solo quella di attorniarsi di persone a lui vicine. Anche per quanto riguarda il Cda – conclude Anzaldi – si e’ passati dalle quotidiane esternazioni dei Consigli precedenti al silenzio assoluto, spesso imbarazzante, dei nuovi amministratori”. (AGI)