Televisione

15 maggio 2013 | 16:28

TV: COSI’ DIGITALE E SATELLITE CAMBIANO POMERIGGIO BAMBINI

CRESCONO CANALI DEDICATI, MA SPESSO PRODUZIONI ESTERE

(ANSA) – ROMA, 15 MAG – Si moltiplicano i canali tematici dedicati all’infanzia, l’abbondanza dei generi e dei formati in programmazione hanno di fatto trasformato l’offerta di tv per i più piccoli. E’ quanto emerge dal primo Rapporto di Focus in Media, Osservatorio sulla comunicazione della Fondazione per la Sussidiarietà , realizzato dai ricercatori di OssCom, Osservatorio sulla comunicazione dell’Università  Cattolica di Milano (guidato da Piermarco Aroldi). La ricerca presenta i caratteri principali di questa nuova offerta, soffermandosi sui diversi modelli culturali e sulle sue ricadute sociali ed educative. L’Italia è uno dei Paesi europei che presenta il maggior numero di canali televisivi dedicati ai bambini, oltre 20 canali, pari a Regno Unito, Spagna e Germania. Si rileva ad esempio che solo 7 canali per bambini su 22 sono gratuiti. Ne deriva una tv per ragazzi a due velocità , in cui la differenza non è più tra chi ha o chi non ha la tecnologia, ma più ampiamente economico-culturale. A fronte di un’offerta tanto ampia si evidenzia una limitata disponibilità  d’investimenti: i palinsesti sono fortemente ripetitivi, si ricorre per lo più a format stranieri, le linee editoriali sono poco differenziate e si recuperano prodotti ‘vintage’. Nel nostro paese predominano i modelli transnazionali, le produzioni locali sono il 5% del palinsesto contro il 19% della Francia. Tra le tendenze che emergono dal Rapporto ce n’é una che allarma i genitori, ossia la crescente presenza di novelas sudamericane e sitcom. L’articolazione dell’offerta dei canali tematici per bambini e ragazzi, tuttavia, appare differenziata. Sul digitale terrestre operano i pricipali player nazionali (Rai, Mediaset, Switchover Media – ora acquisito dal gruppo Discovery – e, in parte, DeAgostini) che garantiscono un ampio accesso a carattere gratuito a una programmazione con una forte impronta nazionale o europea. Sul satellite operano i principali player transnazionali (oltre a DeAgostini e Switchover, presenti su entrambe le piattaforme), che garantiscono l’accesso alla programmazione dei grandi player statunitensi (Disney, Nickelodeon, Turner). L’offerta della tv per i bambini presenta una specie di paradosso: da una parte è fortemente segmentata su target caratterizzati da fasce di età  molto strette e con esigenze comunicative molto specifiche, come nel caso del target 0-3 anni o del target prescolare. Dall’altra a partire dal target scolare si assiste all’offerta di una programmazione in grado di intercettare trasversalmente ragazzi di età  molto diverse. I canali hanno pubblici diversi. Sette sono per bambini dai 3 ai 6 anni, vale a dire la fascia pre-scolare. Il tratto saliente è l’animazione. Basta considerare le proposte Disney. Ma soprattutto la Rai, con YoYo, punta verso altri lidi: da L’albero azzurro a Le storie di Gipo. Ed è questa l’offerta migliore nel panorama italiano della children tv. Non solo: per esempio, Cartoon Network ha un’impronta e un pubblico decisamente maschili, mentre RaiGulp è più seguita dalle ragazzine. Il rapporto non vuole essere un atto d’accusa ma piuttosto un invito a a non considerare le reti per i più piccoli come un giardino protetto. Anche perché gli ascolti dimostrano che i ragazzi non guardano solo le loro tv. Fra i 4 e i 7 anni, i canali più visti sono Canale 5 (10,3%) e Italia 1 (9,2%). Lo stesso accade fra gli 8 e i 14 anni: le prime tre stazioni sono Italia 1 (15,2%), Canale 5 (12,6%) e Rai1 (8,8%). Il rapporto fa notare il processo di disinvestimento da parte dei grandi canali generalisti che hanno sacrificato gli spazi dedicati al pubblico dei più giovani. Sul versante degli ascolti, i canali per ragazzi allargano la loro platea. Ovvero nell’era di Internet la tv conquista nuovi giovanissimi. La classifica delle reti in chiaro più seguite vede al primo posto Boing (il canale per età  scolare frutto dell’alleanza Mediaset-Turner con 106mila spettatori al giorno) e al secondo posto Rai YoYo (canale per l’infanzia con 79mila spettatori). Fra le stazioni pay le prime posizioni sono occupate da Nickelodeon (13mila spettatori) e Disney Channel (11mila). Focus in Media è un osservatorio sul sistema della comunicazione in Italia che la Fondazione ha promosso in collaborazione con Sky Italia. (ANSA)