Protagonisti del mese

24 maggio 2013 | 8:52

Anche la comunicazione è una sfida per Letta

Li ha riuniti tutti come scolaretti al convento di Spineto, per impartire loro la lezioncina del perfetto ministro delle larghe intese: ovvero, niente più apparizioni pubbliche di partito fino alle elezioni amministrative e magari anche oltre, niente dichiarazioni fuori programma su stampa e tivù che possano imbarazzare o provocare tensioni.

Governare un Paese in crisi non è certo facile, ma guidare un governo fatto di berlusconiani e piddini è un’impresa improba che forse giusto Enrico Letta (allenato in famiglia da zio Gianni) può condurre in porto. Parlare attraverso i fatti, lasciando spazio per il resto ai rispettivi portavoce, è stato l’invito, subito messo in pratica: a discutere delle conseguenze della manifestazione anti giudici di Brescia davanti a taccuini e telecamere non sono stati Letta e il suo vice Alfano, bensì i rispettivi portavoce, Gianmarco Trevisi e Danila Subranni, mentre i ministri tornavano a casa così come erano arrivati, in pulmino.
Come tutti i governi, anche quello di Letta si occupa e si preoccupa della comunicazione, resa ancora più complessa dalle diverse – e spesso contrastanti – sensibilità  che attraversano il governo (è bastata una parola di troppo sugli omosessuali del neo sottosegretario pidiellino Michaela Biancofiore per toglierle la delega sulle Pari Opportunità ).

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 439 – Maggio 2013