Servizio di copertina

24 maggio 2013 | 8:52

Lo strappo di Luca

“Facciamo questa cosa per soldi, ma la concepiamo come servizio”. Luca Lani sintetizza così la politica editoriale di CityNews, il potente network di informazione locale on line presente in 38 città , basato sul ‘citizen journalism’ che sta ribaltando il modo tradizionale di fare giornalismo non solo locale. Trentanove anni, Lani è il fondatore della società  editoriale che ha trovato come investitori Micheli Associati e il fondo Principia.
“L’idea è quella di far giungere agli utenti ciò che succede nel quartiere dove vivono. I cittadini ci scrivono, commentano, mandano foto, postano notizie. Il giornale diventa partecipato, un giornale-piattaforma, una cosa ben diversa da quella che fanno i giornali tradizionali”, racconta Lani, che quando era all’università  aveva fondato Studenti.it, poi acquistato da Banzai, e nell’avventura di CityNews si è buttato con il socio Fernando Diana.
“Abbiamo ottanta persone full time e 120 collaboratori. Degli ottanta, solo 55 sono quelli che scrivono, e i giornalisti veri e propri sono una quarantina. Di recente abbiamo chiesto un incontro con la Fnsi perché il nostro è un mestiere davvero ibrido”, spiega Luca Lani. “Noi ci lasciamo guidare dalle statistiche. Chi si occupa del giornale on line guarda e studia le statistiche, gestisce la fan page su Facebook, ha un rapporto con gli utenti, fa da moderatore. Poi scrive anche i contenuti, è ovvio. Ma l’attività  giornalistica è solo un pezzetto del nostro mestiere”.
“Dalla pubblicità  nazionale ricaviamo il 30% del nostro fatturato ma, grazie al cielo, abbiamo scoperto quella locale che volevamo sviluppare on line”, dice ancora Lani. “Volevamo sviluppare tutto quel mercato che prima andava sulle Pagine Gialle e sulla free press locale. Un mercato enorme, da 1,2 miliardi, che si doveva digitalizzare e che, nonostante la crisi, ogni mese continua a crescere. Nel 2012, che è per noi il primo anno di attività  reale, abbiamo tirato su 1,4 milioni di fatturato e quest’anno stiamo pensando di arrivare a 3 milioni. Nel 2011 eravamo partiti da 300mila euro”.
“Adesso ci piacerebbe coprire zone in cui non siamo presenti, come la Calabria e la Sardegna, magari andando a pescare siti che già  esistono per portarli dentro il nostro network, come abbiamo fatto con Lecce, dove abbiamo portato la nostra piattaforma e il team che c’era già  è rimasto invariato con tanto di direttore responsabile. Vorremo arrivare a 45 città , ma ogni decisione è subordinata al raggiungimento del break-even. E dovremmo farcela già  per quest’anno”.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 439 – Maggio 2013