Editoria, New media

24 maggio 2013 | 13:21

INTERNET: ANTITRUST A GOVERNO E PARLAMENTO, TUTELARE CONTENUTI

(AGI) – Roma, 24 mag. – “Occorre mettere all’ordine del giorno il tema della tutela dei contenuti editoriali su Internet, con soluzioni che tutelino contemporaneamente il diritto del pubblico alla diffusione della conoscenza e non soffochino le potenzialita’ della Rete”. Lo chiede, in una segnalazione inviata a Governo e Parlamento a firma del presidente Giovanni Pitruzzella, l’Autorita’ Garante della Concorrenza e del Mercato che sottolinea il ruolo fondamentale della Rete per la crescita dell’economia e della competitivita’.
Secondo l’Antitrust, nel settore dell’editoria e’ “necessario evitare che l’ampliamento degli ambiti attraverso i quali possono essere reperite e lette le notizie diventi un disincentivo alla produzione ed elaborazione di contenuti informativi a livello socialmente desiderabile”. Per questo, si afferma, bisogna “mettere all’ordine del giorno, in tempi adeguati rispetto alle esigenze di trasformazione del settore, una disciplina che contempli strumenti idonei a incoraggiare su internet forme di cooperazione virtuosa tra i produttori di contenuti editoriali e i fornitori di servizi innovativi che riproducono ed elaborano i contenuti protetti dai diritti di proprieta’ intellettuale. Tale disciplina dovra’ essere finalizzata allo sviluppo efficiente dell’attivita’ di produzione di contenuti informativi in rete. Tenuto conto della dimensione sopranazionale del fenomeno internet, e’ inoltre necessario che le istituzioni italiane adottino concrete iniziative a tutela dei contenuti editoriali online presso le opportune sedi internazionali”.
Nella segnalazione l’Antitrust ripercorre gli interventi effettuati recentemente in altri Paesi, a partire dalla Francia dove grazie a un accordo con Google, che mettera’ a disposizione 60 milioni di euro, gli editori potranno sostenere la transizione digitale della stampa e i relativi investimenti e innovazioni. “La soluzione alternativa”, viene sottolineato, “consiste nell’intervento sulla disciplina della proprieta’ intellettuale, finalizzato a introdurre una forma di remunerazione per gli editori per le attivita’ che vanno ad alimentare i servizi di diffusione delle informazioni sulla rete”. Si sta muovendo in questa direzione la Germania e un analogo progetto di legge, prima della conclusione dell’accordo Google-editori, era stato presentato dal governo francese. L’Antitrust ritiene preferibile questo secondo modello “perche’ consente ai soggetti impegnati nella produzione e diffusione di contenuti informativi di beneficiare della diffusione di tali prodotti sulla rete con un evidente vantaggio sotto il profilo dell’efficienza allocativa delle risorse del settore. Occorre tuttavia adottare alcune cautele per tutelare contemporaneamente la diffusione della conoscenza: attraverso un eccessivo irrigidimento dei sistemi di protezione autoriali, i costi legati alla remunerazione degli editori potrebbero riverberarsi sugli utilizzatori finali, con effetti negativi per l’accesso all’informazione e il pluralismo”.