EDITORIA: BAKER (WSJ), LETTORI VANNO RICONQUISTATI

MODELLO TRADIZIONALE AL COLLASSO ANCHE NEGLI USA

(dell’inviato Michele Cassano) (ANSA) – LA BAGNAIA (SIENA), 24 MAG – “Il modello tradizionale dell’editoria non funziona più. In molte città  americane è agonizzante. Credo che il giornalismo soffra perché è troppo distante dai propri lettori. Bisogna capire che il mondo digitale è completamente diverso dal cartaceo”. Lo ha detto il direttore del Wall Street Journal, Gerard Baker, al convegno ‘Crescere tra le righe’. “La tiratura dei quotidiani negli Usa è scesa a seconda dei casi del 15-50% – ha proseguito -. Sono collassate le entrate pubblicitarie: dal 2005 sono scese del 50%, tornando ai livelli dell’82. Giornali famosi sono scomparsi o sono presenti solo sul digitale, altri non escono più tutti i giorni. Un nuovo modello di business è necessario”. Baker ha quindi parlato delle modalità  in cui il WSJ è riuscito a superare la crisi, optando per il paywall sul proprio sito internet. “I nostri abbonati online sono cresciuti nell’ultimo anno del 15% – ha spiegato -. Questo modello è più adatto a chi ha un pubblico specifico, ma non vale solo per i quotidiani finanziari, ma anche ad esempio sportivi o d’intrattenimento. Non so se per i giornali generalisti potrebbe funzionare. Il punto è comunque investire su marchi che la gente sia disposta a pagare”. Il giornalista ha aggiunto che il WSJ “grazie alla presenza globale ha aumentato notevolmente il numero dei lettori, raggiungendo decine di milioni di persone nel mondo. Questo è possibile perché il nostro giornalismo conserva i valori tradizionali. C’é un futuro per il giornalismo, ma passa necessariamente attraverso la qualità “. Per Baker “non è possibile tagliare tutto”. “Abbiamo bisogno di più risorse per rilanciare il settore – ha spiegato -. Per questo stiamo cercando di allargarci a livello globale. Tentiamo di avere una maggiore interazione con i lettori, di aumentare la produzione video. Negli Usa i giornalisti scrivono e fanno video: è molto più facile fare video con il sostegno delle nuove tecnologie, ma per metterli in condizione di lavorare facciamo molta formazione interna”. (ANSA).

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