Editoria, New media

24 maggio 2013 | 14:32

INTERNET: DIRITTO AUTORE; JORNA,30% VENDITE MUSICA UE ONLINE

(ANSA) – ROMA, 24 MAG – “I cittadini europei consumano in media 40 canzoni al giorno. Il 90% dei libri degli stati membri della Comunità  è pubblicato anche online e l’ebook rappresenta il 6% del commercio dell’editoria”. E’ la fotografia riportata oggi da Kerstin Jorna, direttore della Commissione Europea per la proprietà  intellettuale, nel corso del workshop ‘Il diritto d’autore online’, organizzato da Agcom e in corso a Montecitorio. “Il mercato europeo conta 500 milioni di abitanti – racconta la Jorna – e più di 200 piattaforme per la musica. Il 30% delle vendite musicali sono digitali”. Meno bene il cinema, dove solo “l’1% dei film viene consumato on demand, poiché – spiega il direttore – è ancora molto forte il mercato della tv: in media guardiamo vediamo 228 minuti di tv al giorno a testa. Le regole del 2001 in materia di diritto d’autore sono ancora valide? Una commissione è al lavoro e nel 2014 pubblicheremo i risultati”. Tra le prime criticità , però, già  si evidenzia un doppio controsenso del business online. “I consumatori di musica vogliono pagare – sostiene la Jorna – ma spesso i micropagamenti costano più dell’oggetto e i giovani, principali acquirenti, anche volendo non hanno una carta di credito per i pagamenti online”. Una volta subita una violazione dei propri diritti d’autore, é poi molto difficile far valere le proprie ragioni tra “giudici non qualificati e procedimenti costosi che vanno da mille a varie migliaia di euro. I servizi più costosi sono in Germania, mentre i più convenienti in Romania. Il tempo medio di un procedimento va da meno di due anni a 3-5 anni. I paesi più veloci sono l’Inghilterra, i Paesi Bassi e la Germania, mentre i tempi più lunghi si incontrano in Italia, Spagna e Ungheria. Per questo – prosegue la Jorna – soprattutto la piccola e media impresa preferisce lasciar stare e per questo stiamo lavorando a un progetto di notice action così che si possa procedere con un meccanismo unico in tutta Europa. Speriamo che questa legislazione sia pronta entro la fine dell’anno”. Tra gli altri interventi suggeriti alle aziende, “non investire in pubblicità , anzi affamare di pubblicità  i siti pirata, al momento tra i principali destinatari degli investimenti online, anche da parte di quelle stesse aziende che si lamentano della contraffazione dei loro prodotti”.(ANSA).