Comunicazione

28 maggio 2013 | 13:46

BISIGNANI: ALFANO E SCHIFANI TRAMARONO CONTRO IL CAVALIERE

(AGI) – Milano, 28 mag. – Una ‘congiura’ contro Silvio Berlusconi sarebbe stata tramata da Angelino Alfano e Renato Schifani che “lavoravano alla costituzione di una nuova alleanza senza Berlusconi”. Ne parla nel suo libro ‘L’uomo che sussurra ai potenti’, Luigi Bisignani, che intervistato da Paolo Madron parla di quando il cavaliere decise di ricandidarsi alle ultime politiche. L’idea che Berlusconi “dovesse scendere nuovamente in campo e metterci la faccia” fu di Verdini che gli disse chiaramente di smetterla di tentennare e “anche Gianni Letta se ne convinse”.
‘Ma in mezzo a quel consesso – chiede indirettamente Madron nel libro – c’erano gia’ molti Giuda pronti a tradirlo….’. “Piu’ che di tradimento vero e proprio parlerei di piccoli uomini creati da Berlusconi dal nulla e improvvisamente convinti di essere diventati superuomini – risponde Bisignani – Il primo che mi viene in mente e’ Renato Schifani, avvocato della provincia di Palermo, ex presidente del Senato. Con Angelino Alfano, altro siciliano, lavoravano alla costituzione di una nuova alleanza senza Berlusconi”. Le frecciatine per il nuovo ministro dell’Interno non si contano: “Una volta incoronato nell’estate del 2011, contro il parere di tanti, Alfano ha pensato a costruire un monumento a se stesso. Se ne stava chiuso nell’ufficio bunker in via dell’Umilta’. Passava piu’ tempo con i giornalisti, su Facebook e Twitter che con i parlamentari”. Poi risvolti privati: “Alfano ha una vera mania per i giochini sul cellulare, cui non rinuncia neanche durante le riunioni. E poi ha la debolezza di consultare sempre l’oroscopo e di regolare le giornate in base a quel che c’e’ scritto”. Tornando alla politica e al piano per ‘mollare’ il Cavaliere, Bisignani spiega che Alfano comincio’ a muoversi nel momento in cui per Berlusconi iniziava la fase piu’ aspra di nun calvario politico e giudiziario”. Inizialmente Alfano cerco’ la sponda di Pier Ferdinando Casini, il quale in rewalta’ lo ha sempre illuso. Ma la sua corte cerco’ di costruirsela incontrando parlamentari nella casa dei Parioli che Ligresti gli aveva fatto avere in affitto. E in piu’ stringendo un asse con Roberto Maroni che preconizzava la morte civile del Cavaliere e l’investitura di Alfano come nuovo leader”.