Comunicazione

29 maggio 2013 | 11:55

PANORAMA: MULE’, GIORNALISTI IN CARCERE; 100 GIORNI PER CAMBIARE

(AGI) – Roma, 29 mag. – Cento giorni per cambiare la legge riguardo al carcere per reati di opinione. Cento giorni per far si’ che “questo Paese potra’ compiere un grande balzo verso la civilta’”. Cento giorni a partire dal 30 maggio, un conto alla rovescia, da rendere pubblico su giornali e online, per dimostrare ai lettori, ai cittadini, quanto e’ stato o non e’ stato fatto. E’ “l’invito” che il direttore di Panorama Giorgio Mule’ rivolge a tutti i direttori di testate giornalistiche, dopo la condanna per diffamazione al settimanale da parte del procuratore capo Francesco Messineo. I cento giorni si riferiscono al tempo che ci vuole, nel caso Mule’ rinunciasse all’Appello, per scrivere le motivazioni del verdetto, ci sarebbe infatti l’esecuzione iommediata della pena.
“Con l’eccezione dei rappresentati del Movimento 5 stelle e di Sel di Nichi Vendola – scrive Mule’ – i parlamentari di tutti gli altri partiti hanno espresso solidarieta’ a Panorama”, “unita alla necessita’ di riformare la legge. Bene: ci sono piu’ di tre mesi di tempo – sottolinea Mule’ – affinche’ questa maggioranza trasversale dia un segnale concreto per porre fine a questa vergogna tutta e solo italiana. Si metta mano alla normativa sulla diffamazione”, perche’ da destra e sinistra “sono tutti d’accordo sul principio che non puo’ essere comminato il carcere per reati di opinione”.
“E’ una battaglia di civilta’” non per “interesse personale o di corporazione ma per difendere il bene superiore della liberta’ di espressione che non puo’ conoscere alcuna restrizione”. I fatti sono noti: il 21 maggio scorso scorso il tribunale di Milano ha condannato per diffamazione a un anno di reclusione un giornalista e un collaboratore di Panorama; il direttore di Panorama a otto mesi di reclusione per omesso controllo. Nel caso del giornalista e del direttore, il giudice ha ritenuto di non concedere la sospensione della pena.
Il processo (tutti gli atti sono disponibili sul sito www.panorama.it) aveva per oggetto la presunta diffamazione di un magistrato per un articolo pubblicato da Panorama: “nessuna accusa di falsita’ e’ stata mossa agli autori dell’articolo e lascio – si rivolge ai colleghi Mule’ – al tuo libero giudizio valutare se le espressioni contestate abbiano travalicato il diritto di critica e di opinione che trovano nell’articolo 21 della nostra Costituzione la loro sacra protezione”.
Il direttore di Panorama, nel suo editoriale, che sara’ pubblicato domani sul settimanale, ricorda come non sia la prima volta: “Nel 2000, cioe’ 13 anni fa, una tempesta giudiziaria si abbatte’ sulla nostra redazione: altre condanne, altro carcere. Il direttore dell’epoca Nini Briglia (che e’ stato fra i miei maestri) decise di inviare una lettera ai presidenti di Camera e Senato e a tutti i parlamentari”. Lettera (riproposta dallo stesso Mule’) che dimostra come in tutti questi anni non sia cambiato assolutamente nulla. E’ una materia che da oltre vent’anni “e’ oggetto di un logorante dibattito che conosce momenti di grande visibilita’ solo quando un giornalista (vedi i casi Jannuzzi e Sallusti)”. In cento giorni si puo’ fare molto. “In 100 giorni e’ possibile riformare la legge, basterebbe cominciare dalla cancellazione dell’eventualita’ del carcere per i reati di opinione. Lo schieramento trasversale che ha manifestato solidarieta’ dopo il caso di Panorama ha i numeri in Parlamento per farlo”. “Vediamo – conclude Mule’ – se stavolta ne sara’ capace”.