Editoria

03 giugno 2013 | 10:11

GIORNALISTI: MORTO ZINCONE, QUANDO RACCONTO’ LA MALATTIA

SUL CORRIERE.IT IL SUO ‘CAPOLAVORO DI AUTOCOSCIENZA’

(ANSA) – ROMA, 2 GIU – Per quarant’anni inviato ed editorialista del Correre della Sera, Giuliano Zincone, morto a Roma a 73 anni, a gennaio aveva affidato al quotidiano di via Solferino “una cronaca tipicamente zinconesca della scoperta del tumore ai polmoni e della successiva fase: ironia, angoscia, distacco, analisi fredda del dettaglio. Un mix indicibile. C’era tutto Giuliano, in quella paginata”, si legge sul sito del Corriere che rende omaggio alla sua firma ripubblicando quel “piccolo capolavoro di autocoscienza e di eccellente giornalismo”. “Nella mia radiografia – scriveva Zincone – compare un’ombra, serve la Tac. Sì, c’é qualcosa. Per essere più precisi ci vuole la Pet. Verdetto finale: cancro al polmone. Grande, cioé piccolo come una moneta. ‘Che moneta?’. Falsa, da buttare”. E ancora: “Questa storia della lotta mi ha sempre fatto schifo. Io non lotto per niente. Mi becco iniezioni, flebo, pasticche e ossigeno senza reagire, altro che lotta. Lividi sulle braccia e sulla pancia, viola e poi neri, vene tumefatte. Asfissia, affanno, cinquanta sfumature di malanni. Quando non sono in letargo mi sento implume o in poltiglia. Esagerato, che sarà  mai?. Sui giornali scrivono sempre metafore sui cancri da estirpare, tipo la corruzione. E, quando un tizio famoso ci rimane secco, pigolano che ha lottato ma… ma come fa il participio passato di ‘soccombere’? Soccombuto? No, non credo. ‘Ohe’, dormi, fai la salma?’. No, rimpiango. Si stava benissimo nella cuccia amniotica della Terapia Intensiva”. (ANSA).