GOOGLE: FRENA SUI ‘GLASS’, NO AD APP RICONOSCIMENTO FACCIALE

E PRODUTTORE SETTORE PORNO MIKANDI PENSA AD APPLICAZIONE

(ANSA) – ROMA, 2 GIU – Niente app che contemplano il riconoscimento facciale sui Google Glass fino a che non ci saranno “forti protezioni della privacy”. Lo annuncia Mountain View in un post ufficiale in cui spiega di tener conto delle riflessioni degli utenti che hanno espresso “interesse ma anche preoccupazione”. Nel frattempo gli occhiali futuristici hanno sbizzarrito la fantasia del settore a luci rosse: MiKandi, azienda che produce contenuti per adulti, è al lavoro per elaborare app specifiche per i Glass. Sulla questione privacy c’é molta attenzione: la commissione americana che si occupa di protezione dei dati personali ha inviato nei giorni scorsi un questionario a Big G in merito ai Glass. Il colosso californiano dovrà  rispondere entro il 14 giugno ma, già  il giorno in cui si è diffusa la notizia dell’interessamento del governo, un manager dell’azienda ha anticipato che non avrebbero introdotto il riconoscimento facciale nei servizi fino a che non si sarebbe trovata “una valida soluzione per la tutela della privacy”. Gli occhiali a realtà  aumentata che dovrebbero essere in commercio entro un anno e che duemila fortunati sviluppatori stanno già  provando, fanno gola anche all’industria del porno. “Stiamo sviluppato la prima app porno per i Glass”, ha infatti annunciato MiKandi. Al momento, però, non c’é nessun indizio sulle caratteristiche dell’applicazione, ma come ha anticipato la co-fondatrice della piattaforma Jennifer McEwen, la possibilità  di muoversi e registrare “a mani libere” è una delle caratteristiche del dispositivo che più attira. (ANSA).

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on Google+

Articoli correlati

Più di 30 milioni gli italiani online nel mese di febbraio, connessi principalmente da mobile. I dati Audiweb (INFOGRAFICHE)

Le dirette video di Facebook disponibili a tutti gli utenti. In Italia le stanno già sperimentando

Per cercare di superare la crisi l’ad di Twitter licenzia quattro dirigenti