DATAGATE: DA HAWAII A HONG KONG,LA FUGA DELLA TALPA

PARLA EDWARD SNOWDEN, CIA ALLE COSTOLE, SPERO ASILO ISLANDA

(di Alessandra Baldini) (ANSA) – NEW YORK, 09 GIU – E’ uscito allo scoperto in un hotel di Hong Kong, come nei classici del grande spionaggio, nell’Onorevole Scolaro di John Le Carre. Edward Snwoden, la ‘talpa’ del Datagate è asserragliato in queste ore a pochi passi dal Consolato americano dove “c’é una sede della Cia: saranno molto impegnati la prossima settimana”, ha scherzato ‘Gola Profonda 2013’ con Glenn Greenwald e Laura Poitras, i due attivisti-reporter del Guardian e del Washington Post venuti a intervistarlo. Capelli corti, occhialetti da ‘nerd’, la barba lunga di due giorni, Edward è entrato con quell’intervista nella storia d’America alla stregua dei grandi ‘whistleblower’: Michael Felt del Watergate e i suoi due eroi, Daniel Ellsberg dei Pentagon Papers, Bradley Manning di Wikileaks. Nella ex colonia britannica diventata, nelle sue parole, un luogo che tutela “la libertà  di espressione e il dissenso politico” è approdato il 20 maggio dalle Hawaii, dove lavorava con uno stipendio da 200.000 dollari all’anno come system administrator alla Nsa per conto di Booz Allen, uno dei maggiori contractor del mondo nel settore delle tecnologie. Un lavoro durante il quale ha visto scorrere sul suo schermo di computer “troppi abusi”. E nel corso del quale ha deciso che non basta protestare in segreto contro il Grande Fratello: “Il pubblico deve decidere”. Ma chi è il nuovo Daniel Ellsberg, il nuovo Bradley Manning? Edward è un drop out, uno che non ha finito liceo. 29 anni, nato in North Carolina e cresciuto in Maryland, all’ombra del quartuer generale della Nsa a Fort Meade. Studia computer a un community college, poi si arruola nell’Esercito addestrandosi con le forze speciali, un’esperienza che lo lascia deluso. “Pensavano tutti a uccidere, non ad aiutare la gente”. Dall’esercito alla Nsa, come guardia di custodia in una sede segreta dell’agenzia all’Università  del Maryland, di lì alla Cia come esperto informatico: una carriera inconsueta per uno senza la laurea. Nel 2007 la Cia lo manda a Ginevra a spiare banche svizzere. E’ allora che per la prima volta Edward comincia a pensare di parlare: l’elezione di Barack Obama lo induce ad aspettare. Alle Hawaii negli ultimi mesi la decisione definitiva, e fin dall’inizio, con la consapevolezza di voler uscire allo scoperto: una scelta che – spiega al Guardian – lo renderà  insicuro per tutta la vita. A Hong Kong dove si è rifugiato sperando che il processo di estradizione negli Usa sia lungo e difficile, ogni volta che si collega all’email Edward copre laptop e testa con un cappuccio rosso per timore di essere spiato da una telecamera interna al computer. Tutte le opzioni davanti a lui sono brutte d’ora in poi: il governo cinese potrebbe arrestarlo per interrogarlo su tutto quello che sa. “Potrei finir vittima di una rendition della Cia. O dei loro partner Potrebbero pagare le Triadi. La mia speranza è l’asilo in Islanda”. Alle Hawaii, dove viveva con la ragazza Edward non aveva problemi economici: “Un paradiso”. Ma alla fine la goccia è traboccata dal vaso e tre settimane fa è cominciata la grande fuga: la ‘talpa’ ha copiato tutti i documenti e informato i superiori che doveva andarsene “per un paio di settimane” a curare l’epilessia. E poi l’addio alla fidanzata senza dir dove andava: “Una cosa che capita a chi ha lavorato per anni nell’intelligence”. (ANSA).

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