Caso Marrazzo/ No accuse per ‘paparazzi’ che trattarono video

Tribunale: non sono emersi indizi di reità  a loro carico
Roma, 10 giu. (TMNews) – Non ci sono elementi per contestare il reato di ricettazione all’agenzia di ‘paparazzi’ che cercò di vendere il video in cui Piero Marrazzo era ripreso in casa di una trans. I giudici della IX sezione del tribunale di Roma non ha accolto la richiesta presentata dai difensori dei carabinieri sotto processo per quel blitz illegale. In particolare il collegio ha chiarito che i titolari dell’agenzia Masi, Domenico Masi e la moglie Carmen Pizzutti, potevano esser ascoltati in qualità  di testi. I due furono i primi a visionare il filmato che venne girato in quall’occasione dai militari. A fronte di questa decisione il difensore di Antonio Tamburrino, un militare che risponde dell’accusa di ricettazione, ha chiesto l’assoluzione ritenendo che la posizione del suo assistito è analoga a quella dei coniugi Masi.

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