Comunicazione

13 giugno 2013 | 16:37

DATAGATE:CINA,IL SILENZIO DIETRO LA GRANDE MURAGLIA

MA PER STAMPA RIVELAZIONI SONO ‘DURA PROVA’ PER RAPPORTI CON USA

(di Beniamino Natale) (ANSA) – PECHINO, 13 GIU – Dietro la Grande Muraglia, è silenzio sul Datagate dopo le ultime rivelazioni di Edward Snowden, secondo cui dal 2009 Cina e Hong Kong sono spiati dagli Stati Uniti. Ma su internet la sinistra maoista e nazionalista si scatena contro lo zio Sam, con toni da guerra fredda, come se la storica visita del disgelo di Richard Nixon e Henry Kissinger, nel 1972, non fosse mai avvenuta. Pechino ovviamente non scopre le carte, evitando di rivelare come intende affrontare gli sviluppi della vicenda di Snowden, l’ex impiegato dei servizi segreti americani che ha svelato l’esistenza di un massiccio programma di sorveglianza elettronica e che ora si è rifugiato ad Hong Kong, una Speciale Regione Amministrativa (Sar) che gode di un’ampia autonomia ma che fa parte della Cina. Sui siti di comunicazione sociale di internet, le rivelazioni dell’ex analista della Cia sono al centro di un’aspra polemica tra gli esponenti della destra riformista e della sinistra maoista. La portavoce del ministero degli Esteri cinese Hua Chunying, parlando ad un ‘briefing’ per la stampa a Pechino, ha affermato che il suo governo “non ha informazioni da fornire” sulla vicenda. Eppure Snowden non solo si trova ad Hong Kong, ma ha anche rilasciato un’intervista al locale South China Morning Post, affermando tra l’ altro che i servizi americani “hanno violato computer in Cina e ad Hong Kong dal 2009″, anche se “nessuno dei documenti ha rivelato informazioni sul sistema militare cinese”. Negli Usa, alcuni commentatori hanno sollevato il sospetto che Snowden voglia vendere, o abbia già  venduto, materiale riservato alla Cina in cambio della protezione di Pechino dalla quale, in ultima analisi, Hong Kong dipende pur godendo di una forte autonomia. Il capo del governo locale C.Y. Leung ha affermato che il caso verrà  trattato “secondo la legge”, mentre gruppi per i diritti civili hanno annunciato per sabato prossimo una manifestazione pro-Snowden. Su internet il pubblico cinese sembra più interessato alla corruzione dell’ex capo delle ferrovie Liu Zhijun – che rischia la condanna a morte in un processo per corruzione – che alla vicenda di Snowden. A pubblicare i loro commenti sono stati soprattutto esponenti della sinistra nazionalista e maoista, che denunciano “l’ ipocrisia” degli Usa e i “traditori” cinesi, cioé i sostenitori della democrazia che avrebbero idealizzato il “diavolo” statunitense. “Fino quando la Cina non darà  la caccia a coloro che sono contro il maoismo,contro il comunismo e contro la nazione, non potrà  fiorire”, ha scritto ad esempio l’ intellettuale nazionalista Zhang Hongliang. “Quando smetterai di criticare gli Usa e criticherai il tuo governo?”, gli ha risposto un blogger democratico. In attesa di conoscere la posizione ufficiale di Pechino, la televisione di Stato sta dedicando lunghi e dettagliati servizi alle rivelazioni di Snowden mentre in un articolo pubblicato in prima pagina il China Daily, quotidiano controllato dal governo come tutti i media cinesi, sostiene che esse rappresentano una “dura prova” per le relazioni tra le due potenze. (ANSA).