Fabrizio Bindocci , presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino

Il 13 giugno 2013 Fabrizio Bindocci è confermato presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino. Resterà  in carica fino al 2016.

Il Consiglio ha inoltre eletto i tre vicepresidenti: Patrizio Cencioni, Bernardo Losappio, Francesco Ripaccioli.

Fabrizio Bindocci, 58 anni, dal 1999 direttore dell’azienda Il Poggione della famiglia Franceschi, azienda per la quale lavora dal 1976, una delle tenute storiche della terra del Brunello. Già  vicepresidente durante il primo mandato di Filippo Fanti, 1998 – 2000, nel Consorzio ha ricoperto la carica di Presidente da giugno 2012, sostituendo il Cav. Ezio Rivella.
Il presidente appena confermato   guiderà  per tre anni una realtà  che nel 2012 ha prodotto   9.200.000 bottiglie di brunello e 4.500.000 di rosso di Montalcino, 40.000 bottiglie di Moscadello e   360.000 bottiglie di   Sant’Antimo nel 2012, contro le 340.000 del 2011, con una quota di export che si assesta al 65%.

Quello di Fabrizio Bindocci sarà  un mandato all’insegna della continuità  rispetto al suo precedente impegno. Come il presidente stesso ha voluto sottolineare nel suo discorso di insediamento “sarà  un mandato che trova nell’unione indissolubile tra produttori, Consorzio e territorio, la linfa vitale. La dicotomia dimensionale, secondo cui gli interessi dei grandi produttori e di quelli più piccoli restano irrimediabilmente distanti, a Montalcino non vale. Anzi la complementarietà  tra i grandi produttori, che rappresentano alcuni dei player più importanti del sistema vitivinicolo nazionale, e i piccoli vignaioli, custodi della tradizione e dell’alto artigianato enologico ha fatto grande il brunello.   Grazie a ciò – prosegue Bindocci – il Consorzio potrà    sempre più svolgere oltre al   ruolo di “gestore della denominazione” quello di vera e propria “agenzia di sviluppo territoriale e di “catalizzatore di energie” produttive e promozionali. Il Consorzio del Brunello è chiamato a diventare un tavolo di sintesi, dove il valore del marchio del territorio è più facilmente comunicabile, per rispondere alle esigenze delle piccole e grandi aziende, ma anche alle sollecitazioni che vengono dal mondo della politica e delle istituzioni.”

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