Editoria

15 giugno 2013 | 14:18

BEATIFICATO A CARPI GIORNALISTA DI ‘AVVENIRE’ MARTIRE DEL NAZISMO

BEATIFICATO A CARPI GIORNALISTA DI ‘AVVENIRE’ MARTIRE DEL NAZISMO
(AGI) – Carpi (Modena), 15 giu. – Per incarico di Papa Francesco, il cardinale Angelo Amato, prefetto delle cause dei santi, ha proclamato beato a Carpi, questa mattina, Odardo Focherini, un giornalista cattolico che fu deportato in Germania nel 1944 e lasciato morire in un lager, senza cure mediche. Al rito hanno assisitito decine di migliaia di fedeli giunti da tutta Italia per iniziativa dell’Azione Cattolica, della quale Focherini era dirigente. Prima dell’arresto aveva salvato 105 ebrei sottraendoli alla persecuzione nazista spesso fornendo loro documenti d’identita’ e lascia-passare falsi. (AGI) Red/Pgi (Segue) BEATIFICATO A CARPI GIORNALISTA DI ‘AVVENIRE’ MARTIRE DEL NAZISMO (2)
(AGI) – Carpi (Modena), 15 giu. – Firma dell’Osservatore Romano e dell’Avvenire d’Italia, di cui diviene direttore amministrativo alla vigilia della seconda guerra mondiale, nei suoi articoli Focherini difendeva la liberta’ di coscienza anche davanti a dirette intimidazioni dei fascisti: il giorno dell’invasione tedesca del Belgio e dell’Olanda, gli uomini della milizia, in camicia nera, avevano sequestrato e bruciato il quotidiano in quanto a ritenuto colpevole di aver pubblicato i telegrammi di Pio XII ai governi e ai popoli colpiti da quell’invasione. E dopo l’armistizio dell’8 settembre il quotidiano cattolico usci’ listato a lutto e chiuse i battenti. Ai tedeschi che, con le armi, chiedono l’immediata ripresa delle pubblicazioni, Focherini risponde che le scorte di carta sono esaurite. (AGI) Red/Pgi (Segue)
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(AGI) – Carpi (Modena), 15 giu. – La coraggiosa volonta’ di non cedere alle pressioni sul fronte professionale va di pari passo con la carita’ cristiana sul versante umano. Insieme a don Dante Sala, parroco di San Martino Spino, in provincia di Modena, si mette al servizio dei fratelli ebrei, nascondendoli, proteggendoli e organizzando per loro una rete di fuga verso la Svizzera. La sua militanza eroica non viene meno nei lager. Dopo l’arresto, viene traferito a Fossoli, poco distante da casa, e poi a Bolzano. Nel campo di concentramento di Flossenburg – uno dei circa 20.000 di campi di sterminio costruiti dal 1933 al 1945 e camuffati da campi di lavoro – diventa il deportato n.21518 prima di essere spostato a Hersbrusck, sempre in Germania. Le condizioni disumane, le torture, l’angoscia e il pessimismo dei lager non riescono tuttavia a spegnere la sua luminosa coerenza evangelica. A soli 37 anni trova la morte “in odium fidei”. (AGI) Red/Pgi