Tv e passaparola: così gli italiani scelgono chi votare

Nel mercato del consenso elettorale é ancora la televisione il principale mezzo utilizzato dagli italiani per informarsi sull’offerta politica e formarsi un’opinione. Lo rileva il Censis nello studio ‘Il primato dell’opinione nella comunicazione orizzontale’, presentato in occasione del terzo dei quattro incontri del tradizionale appuntamento di riflessione di giugno ‘Un mese di sociale’, dedicato quest’anno a ‘La societa’ impersonalé. In occasione delle ultime elezioni politiche, più della metà degli elettori ha tratto le informazioni in base alle quali scegliere per chi votare dai telegiornali (55,3%), più di un terzo (36,8%) ha attinto ai programmi di approfondimento in tv, meno di un quarto (22,2%) ha avuto come punto di riferimento i giornali, poco più del 16% le tv all news, il 9% la lettura del materiale di propaganda dei partiti e il 7,5% i programmi radiofonici. Scarsa è stata la partecipazione diretta alle manifestazioni pubbliche organizzate dai partiti (4%). Al contrario, tra i fattori extramediali hanno una grande importanza il passaparola e le discussioni con i familiari e gli amici (43,9%), soprattutto per i giovani (tra i 18-29enni il dato sale al 60,4%). Infine, la comunicazione politica via Internet si articola in una quota del 5,9% di elettori che consulta i siti web di partiti e movimenti (il 7,6% tra i giovani) e l’8,7% che utilizza blog, forum di discussione online, Facebook (il 14,2% tra i giovani). Rispetto alle elezioni del 2009, proprio quest’ultimo canale è tra quelli cresciuti di più (+6,6%). Rispetto ai valori medi, per gli elettori di centro-sinistra hanno avuto un peso maggiore i giornali (32,7%). Tra gli elettori di centro-destra è preponderante l’uso della televisione (ad esempio, i tg salgono al 65,7%). Tra gli elettori del Movimento 5 Stelle, per i quali il ruolo della televisione e della stampa è molto ridimensionato, sono esaltati i canali web (blog e Facebook al 22,3%) e il confronto diretto con le altre persone (50,7%). Solo il 15% degli italiani crede che la diffusione delle tecnologie digitali abbia prodotto nell’ultimo anno cambiamenti in meglio nell’organizzazione dei movimenti politici (per il 35,3% c’é stato invece un peggioramento) e nella formazione delle opinioni politiche (il 28,8% vede, al contrario, cambiamenti in peggio). E soltanto il 19,8% riferisce miglioramenti dovuti ai nuovi media nella partecipazione dei cittadini. (ANSA, 18 giugno 2013).

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