Datagate: Google si dichiara estraneo

Google si appella al primo emendamento della Costituzione, quello sulla libertà di parola, per rivendicare il diritto a pubblicare tutti i particolari delle richieste di accesso ai dati in suo possesso ricevute dal governo americano. Il gigante di Mountain View, in California, ha infatti presentato una petizione alla corte della Foreign Intelligence Survelliance, che emette le ordinanze che i gruppi internet sono costretti a rispettare.
Si tratta di un’azione legale che segna il più deciso tentativo di rigettare le accuse del suo coinvolgimento in programmi di sorveglianza segreti usati dall’amministrazione Obama. Il motore di ricerca tenta così di rispondere ai danni d’immagine provocati dagli scandali che chiamano in causa la National Security Agency (Nsa) che, oltre a registrare tabulati telefonici, ha avuto accesso ai server di gruppi internet.
“La reputazione e il business di Google sono stati danneggiati da notizie false e fuorvianti riportate dai media e gli utenti Google sono preoccupati”, recita la petizione.
Google, così come altri gruppi, hanno negato di avere lavorato direttamente con la Nsa. Lo scorso 7 giugno, la società ha diffuso una nota dicendo che “di tanto in tanto qualcuno avanza la supposizione che abbiamo creato una back door, una `porta di servizio` per consentire al governo l`accesso ai nostri sistemi, ma Google non ha una `back door` attraverso cui il governo possa accedere ai dati privati degli utenti”. 19. giu. (Tm News)

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