Meno contributi, più incentivi

L’unico provvedimento sull’editoria presentato finora in Parlamento porta la firma del MoVimento 5 Stelle e chiede l’abolizione del finanziamento pubblico ai giornali. Di altre proposte, nemmeno l’ombra. Eppure negli ultimi mesi sono stati in molti a chiedere un intervento organico di sostegno al settore. “Siamo in una crisi particolarmente violenta che richiede un intervento pubblico”, ha detto il presidente della Fieg Giulio Anselmi il 5 giugno alla presentazione del rapporto ‘La stampa in Italia 2010-2012’ (vedi nei Documenti di Primaonline.it). Il quadro è allarmante: pubblicità in caduta libera, calo della vendita dei giornali, ricavi in forte diminuzione. E l’unico intervento finora realizzato ha ulteriormente falcidiato i fondi destinati al comparto – passati dai 700 milioni del 2005 ai 95 di quest’anno e ai 55 milioni del 2014 – avendo il governo stornato 17 milioni sul decreto per il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione e l’aumento dell’Iva sui gadget venduti con i giornali per coprire i costi dell’ecobonus sulle ristrutturazioni edilizie.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 440 – Giugno/Luglio 2013

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