Ho imparato anche un po’ di bambara

Andrea De Georgio

Andrea De Georgio (foto: Malin Palm)

Laureato in studi islamici alla università Orientale di Napoli, Andrea de Georgio fa avanti e indietro da sette anni dal Mali dove ha fatto la guida e l’interprete per gli inviati dei grandi giornali come il Corriere della Sera e La Stampa. Anche lui fa il giornalista freelance e ha fatto uno stage al Corriere della Sera. Ma non ha voluto iscriversi alla facoltà di giornalismo “perché non credo”, dice, “che certe cose si possano insegnare e quindi imparare”. E quando deve partire fa il cameriere per un catering e tira su un po’ di soldi per il viaggio. Ora vorrebbe andare in Iran.

“Ah già, le foto… Me ne ero dimenticato, ma fino a giovedì sera non posso farci niente: sto lavorando come cameriere per un catering che mi impegna tutto il giorno”.
Non riesco a figurami Andrea de Georgio in giacca bianca, soprattutto dopo averlo sentito raccontare le sue esperienze di giornalista freelance in Nord Africa e in Mali, ad accompagnare come interprete e guida inviati di grandi testate, come Domenico Quirico di cui sfortunatamente si sono perse da mesi le tracce in Siria. E proprio alla presentazione dell’ultimo libro di Quirico, ‘I vinti’, un’occasione per tenere viva la speranza per avere il giornalista piemontese tra noi, ho conosciuto Andrea applauditissimo in sala (e per niente citato nelle cronache del giorno dopo) per il suo appassionato invito a direttori come Ferruccio de Bortoli e Mario Calabresi a continuare a valorizzare sui loro giornali i grandi reportage, spesso l’unica occasione per entrare in contatto con realtà dimenticate.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 440 – Giugno/Luglio 2013

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