Un mastino a San Macuto

Roberto Fico, presidente della commissione di Vigilanza Rai in quota M5S, ha idee chiare e toste sul suo ruolo: “Nostro compito è rendere l’informazione della Rai libera e far rispettare il contratto di servizio. E dobbiamo ripensare a un nuovo modo di elezione del consiglio di amministrazione”, annuncia.

“I problemi che ritengo prioritari sono due, uno riguarda l’informazione e l’altro l’intrattenimento. Nostro compito è rendere l’informazione libera. Significa che i giornalisti non devono avere nessi partitici e che i propri riferimenti culturali e personali non devono interagire con il lavoro che fanno. Noi controlleremo che le trasmissioni non siano faziose. E se dovessimo trovarle tali, ne chiederemo ragione”, spiega Roberto Fico. “Seconda cosa, se è vero che la Rai è, come dicono tutti, la principale agenzia culturale del Paese, allora questo deve essere riscontrabile anche nel flusso normale dei programmi di intrattenimento. Mi sa spiegare come mai la Rai non trasmette più film in prima serata? Ma come è possibile? E per di più sapendo che l’industria cinematografica è in crisi!”.
“Quando ci riferiamo alla Rai come alla principale agenzia culturale del Paese, quando parliamo di pluralità di visioni, di idee, di stimolo alla crescita e alla libertà, è nostro compito far sì che il contratto di servizio con il ministero sia rispettato nei suoi principi fondanti e sciogliere tutte quelle nebbie che non ne permettono l’applicazione”, continua il presidente della Vigilanza.
“Useremo la trasparenza su tutto. La cittadinanza deve potersi indignare o essere d’accordo, ma i lavori di questa Vigilanza devono essere e saranno trasparenti”, assicura Roberto Fico. “Se io chiamo il presidente della Rai o il direttore della Rai in audizione, tutto deve essere sotto gli occhi di tutti i cittadini: domande e risposte, verbali, sintesi”.
“È chiaro che dobbiamo ripensare a un nuovo modo di elezione del consiglio di amministrazione, di un nuovo organo di controllo pubblico sulla televisione pubblica”, annuncia il presidente della Vigilanza. “Una possibile soluzione è che sia istituito un Consiglio degli audiovisivi tramite il quale nel Cda della Rai siedano sia gli attori interni della Rai, ossia i dipendenti, sia cittadini totalmente svincolati dai partiti, sia dei parlamentari. E, su curriculum, il Consiglio degli audiovisivi elegge il Cda della Rai che riconosce dunque quelle tre componenti”.
E per concludere, Fico avverte: “Non ho intenzione di occuparmi di altro e di venire qui due volte la settimana. Io sarò qui ogni giorno della settimana, dalla mattina alla sera”.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 440 – Giugno/Luglio 2013

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on Google+

Articoli correlati

Il nuovo numero di ‘Prima Comunicazione’ è in edicola con il ‘Diario 2017′. Mensile e allegato sono disponibili anche in edizione digitale per smartphone e tablet

La copertina di dicembre 2017 è dedicata a tre storie ‘stellate’

La pace in bicicletta