Nessuna class action contro Google Books

Nessuna class action contro Google, almeno per ora. La Corte d’appello che si è pronunciata ieri ha infatti ritenuto ‘prematuro’ lo status di class action riconosciuto da un altro tribunale all’associazione degli scrittori Authors Guild nel caso riguardante il servizio Google Books.
Authors Guild intentò una causa contro il motore di ricerca nel 2005, sostenendo che il progetto di scansione elettronica di libri, che permette agli internauti di cercare e leggere online certi testi, lede milioni di autori le cui opere sono state digitalizzate.
La decisione di ieri è una piccola ma importante vittoria per Google che nel giugno 2012 aveva visto il giudice di Manhattan, Denny Chin, concedere la certificazione di class action ad Authors Guild permettendo alla vicenda legale di andare avanti.
Ma la decisione di ieri stabilisce che Chin ha sbagliato nel riconoscere all’associazione lo status di class action. Non solo.
Serve ascoltare le ragioni con cui Google intende fare ricorso al cosiddetto ‘fair use’, la clausola legislativa del Copyright Act americano che descrive le condizioni con cui è possibile la citazione non autorizzata o l’inserimento di materiale non protetto da diritto d’autore nell’opera di qualcun altro.
Il gruppo di Mountain View sostiene di non violare alcuna legge.
Inoltre crede che le richieste degli autori debbano essere portate avanti singolarmente, poiché ogni scrittore è titolare del proprio diritto d’autore. Inoltre, ritiene il gruppo, alcuni autori beneficiano del progetto di libreria digitale.
La scansione elettronica ha coinvolto finora circa 20 milioni di libri.
“Siamo felici della decisione della corte”, ha dichiarato un portavoce di Google. “Gli investimenti che abbiamo fatto in Google Books apportano benefici a lettori e scrittori, aiutando nello sbloccare la quantità di conoscenza contenuta in milioni di libri”, ha aggiunto. 2 luglio (TmNews)

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