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02 luglio 2013 | 20:13

Della Valle all’attacco su Rcs: “Via il patto e resto”

Fonte: Ansa

(ANSA) A tre giorni dal termine per sottoscrivere l’aumento di capitale di Rcs, Diego Della Valle non scioglie la riserva e torna a chiedere un incontro ai grandi soci del Corriere della Sera. Il tutto mentre Mittel ha fatto il suo esercitando diritti che le garantiranno una quota dell’1%, mentre la famiglia Pesenti ha più che dimezzato la propria partecipazione dal 7,7 al 3 per cento. Della Valle attende segnali da soci come Intesa Sanpaolo o Mediobanca per avere garanzie sul futuro del gruppo di Via Rizzoli per il quale dovrebbe investire almeno 35 milioni di euro a difesa del suo 8,7%, che lo rende il terzo socio più importante dopo Fiat (ora al 20%) e Mediobanca (14,2%).

Diego Della Valle (foto Olycom)

Diego Della Valle (foto Olycom)

“Sono prontissimo a fare la mia parte, come del resto i miei interlocutori sanno”, ha scritto in un comunicato inviato da Parigi dov’é impegnato con l’Alta Moda per la presentazione della sua nuova scommessa, la Schiapparelli. Ma per farlo, si legge nella nota, “sto aspettando” che “alcuni importanti azionisti mi confermino quello che avevamo, in più di un’occasione, discusso e considerato positivamente, e cioé: dare a Rcs una governance moderna, sciogliendo l’attuale patto di sindacato sostituendolo con alcuni azionisti pronti ad investire e avere quote simili tra di loro; modificare il piano presentato; rivedere alcuni termini dell’aumento di capitale”. A fare da mediatore, in questa situazione, potrebbe essere il professore Giovanni Bazoli, numero uno di Intesa Sanpaolo. Da escludere, invece, un incontro col numero uno di Mediobanca, Alberto Nagel, impegnato peraltro all’estero fino a giovedì. Al momento, però, né l’agenda del banchiere né dell’imprenditore marchigiano prevedono appuntamenti in questa direzione, così come Della Valle oggi ha escluso un possibile incontro con John Elkann. A valle di tutto questo, inoltre, bisogna capire se il disegno che ha in testa Mr. Tod’s per Rcs coincide con quello dello stesso Elkann, alla luce anche della presa di posizione odierna: “se quello che mi era stato rappresentato come possibile non risponde più alle intenzioni, magari semplicemente perché qualcuno ha comperato un po’ di diritti di opzione, prenderò atto che manca la volontà di affrontare le criticità che ho a più riprese segnalato e che si intende perseguire una operazione che non ritengo nell’interesse di Rcs Mediagroup”. Sotto alcuni aspetti, tra cui quello dell’eventuale superamento del patto di sindacato ci potrebbe essere qualche apertura, ma quel che fa la differenza è il piano industriale messo a punto dall’amministratore delegato, Pietro Scott Jovane. In più di un’occasione, infatti, il presidente del Lingotto si è dichiarato un suo difensore nonché sostenitore delle linee strategiche finora presentate. E a dimostrazione di questa fiducia, la Fiat di Elkann, nei giorni scorsi ha raddoppiato la quota, tornando ad essere il primo azionista del Corsera, come non accadeva da anni. Ma per conoscere il futuro di Via Solferino bisognerà attendere l’esito della ricapitalizzazione. Il quadro emergerà a metà luglio con la sottoscrizione dell’inoptato da parte del consorzio di garanzia. A quel punto si vedrà se verrà modificato, sciolto o riscritto ex novo il patto tra i grandi soci. Ipotesi quest’ultima di difficile applicazione anche perché potrebbe determinare un cambio di controllo e quindi l’obbligo di un’Opa. Intanto, in Borsa questi scenari hanno fatto vivere ad Rcs un’altra seduta in balia della speculazione dopo il boom del 25% della vigilia: il titolo – fermato a lungo in asta di volatilità con rialzi teorici superiori al 20% – è salito dell’8,09% a 1,87 euro tra scambi sostenuti, pari a 1,8 milioni di pezzi (media ultimo mese 1,1 mln).(ANSA, 2 luglio 2013).