04 luglio 2013 | 16:01

Galliano, presidente di Unidad Editorial, annuncia il taglio delle retribuzioni

Antonio Fernández Galiano, presidente di Unidad Editorial, gruppo controllato da Rcs MediaGroup che edita, tra l’altro, El Mundo, Marca, Expansión e Telva, ha inviato martedì una lettera a tutti i dipendenti per annunciare una drastica riduzione delle retribuzioni. Un provvedimento che Galiano – pur comprendendo la “demoralizzazione” all’interno del gruppo – considera “imprescindibile” dopo sei anni di crisi per evitare all’impresa ulteriori rischi.

Affermando di voler “correttamente informare” sulle misure che l’azienda intende adottare, il presidente dell’editrice confida nel dialogo con i rappresentanti sindacali, aggiungendo: “non c’è molto tempo”. “Unidad Editorial non può permettersi di non prendere misure che la riportino in equilibrio”, afferma Galiano. “A grandi linee, le iniziative a cui vogliamo dare il via non sono diverse da quelle che possa decidere lo stesso Stato, qualsiasi altra impresa, compresa ogni economia familiare. Quando le entrate calano così tanto, i costi finiscono per essere superiori. E non c’è economia che possa permetterselo. O riduciamo i costi per adeguarli ai ricavi, oppure generiamo nuove entrate… o facciamo tutte due le cose contemporaneamente”.

Fernández-Galiano spiega che i ricavi di Unidad Editorial, “praticamente si sono ridotti negli ultimi anni della metà”. “Considerando queste cifre”, aggiunge, “la riduzione dei costi è obbligata per due ragioni: innanzitutto, per non semplicemente fallire e per arrivare all’imprescindibile equilibrio economico; poi, perché solo risanando i nostri conti potremo affrontare un futuro sviluppo, generando nuovi ricavi, cambiando il nostro modello di business”.
Il presidente de Unidad Editorial è pienamente cosciente dei rischi di demotivazione dei dipendenti, che hanno già attraversato piani di ristrutturazione e afferma di comprendere il loro malessere: “Finora l’impatto ha risparmiato i meno favoriti, essendo il management ad aver visto il maggior taglio della retribuzione. Ma la parte peggiore è toccata a chi è rimasto senza impiego”
“Comprendo perfettamente la demoralizzazione causata dalla situazione, la fatica di tanti anni di lotta senza vedere il fondo; comprendo l’ansia generata dall’incertezza e lo scetticismo prodotto dal vedere passare il tempo senza che arrivino soluzioni”, afferma, aggiungendo: “Non possiamo fallire, siamo obbligati a resistere perché c’è necessariamente un futuro per i media e noi vogliamo farne parte. Il futuro è la principale ricompensa e sappiamo come arrivarci. Abbiamo un piano strategico per i prossimi anni. Crediamo nel giornalismo di qualità e possiamo contare su testate che godono di prestigio e di autorevolezza presso i lettori. Abbiamo fatto molto in questi anni difficili, stiamo lavorando a progetti che ci daranno grandi soddisfazioni quando inizieranno a maturare… Credo chi i prossimi mesi saranno interessanti per tutti, ma dobbiamo resistere, dobbiamo affrontare le dure conseguenze di un provvedimento duro, inevitabile, che dovremo adottare senza perdere professionalità”.
Fernández-Galiano non entra nei dettagli del provvedimento che dovrebbe scattare alla fine dell’estate, ma spiega: “Una delle conseguenze più antipatiche è il sacrificio economico rappresentato dalla riduzione dei costi del personale, l’ultimo a cui avremmo voluto arrivare ma è inevitabile in questo momento. La riduzione complessiva dei costi del personale è e sarà molto inferiore al calo dei ricavi perché abbiamo preferito rinunciare a tutto il possibile prima di toccare la retribuzione dei nostri professionisti”
“Vorrei che tutti fossero coscienti della situazione, che comprendessero che potremmo fare in un modo o nell’altroo – l’azienda è assolutamente aperta al dialogo – ma non possiamo rinunciare a agire”, dice Fernández-Galiano “Abbiamo un obiettivo economico da raggiungere e da cui dipende il nostro futuro. Non possiamo dare le spalle agli aspetti positivi, che ci sono: azionisti che ci han dato stabilità in tutti questi anni di crisi e continueranno a farlo se saremo capaci di offrire un piano di risanamento ragionevole; prodotti che anche soffrendo i rigori della crisi sono sempre tra i migliori; un impegno encomiabile nell’aprire nuovi canali di ricavi, come nel caso di Orbyt e molti altri; una squadra di professionisti accreditati tra i migliori del settore”.
Il presidente di Unidad Editorial si congeda, ricordando che “con disponiamo di molto tempo” e per questo “confido che il dialogo e il buon senso diano buoni frutti”.